Bartoli al convegno a Napoli.

APERTO IL DIBATTITO SULLE NUOVE VIE DI ACCESSO AL PRATICANTATO

A Napoli, in occasione della consegna del Premio di giornalismo Francesco Landolfo, tenutasi venerdì 18 novembre, si è discussa la modifica dei Criteri interpretativi dell’articolo 34. Al Presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Bartoli, è stato chiesto di aggiornare i presenti sul lavoro del Consiglio nazionale e in particolare sul documento recentemente approvato a maggioranza dal Cnog.
Secondo l’aggiornamento del testo, i Consigli regionali dell’Ordine, nella loro autonomia, potranno procedere all’iscrizione al registro dei praticanti a seguito dell’accertamento del lavoro giornalistico svolto dall’aspirante giornalista professionista. Chi non ha giornali di riferimento con cui già collabora dovrà dimostrare l’attività svolta e seguire un percorso formativo. Sarà consentito, quindi, in via eccezionale e su casi specifici, l’avvio del praticantato anche in assenza di una testata e di un direttore responsabile.

Bartoli ha affermato che la riforma è stata voluta in quanto“oggi sono in tanti a lavorare negli uffici stampa, sui social media e con le nuove tecnologie digitali, che svolgono attività giornalistica ma non possono essere riconosciuti, in quanto non hanno una testata di riferimento. Con questa nuova interpretazione andiamo incontro ad una realtà composta soprattutto da freelance e precari che ambiscono ad entrare a pieno titolo nel perimetro del giornalismo. Ovvio che auspichiamo di avere quanto prima riscontri positivi dal nuovo Parlamento per una riforma organica della professione”. Ha successivamente ribadito che “in attesa di una riforma organica della legge istitutiva che dovrà arrivare dal Parlamento si è voluto compiere un nuovo passo nella consapevolezza di una professione profondamente cambiata. Una coraggiosa innovazione per andare incontro a precari e freelance che fanno giornalismo e ambiscono, a pieno titolo, a poter accedere all’esame di Stato per acquisire il titolo di giornalista professionistaconcludendo dicendo che si tratta di “un’innovazione coraggiosa”, con cui si va incontro alla professione che sta cambiando.

Invece, Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine regionale Campano, è intervenuto inizialmente perplesso su questa decisione, aggiungendo però che “la peggior cosa che l’Ordine possa fare, è restare immobile e non prendere iniziative in un momento di così grande trasformazione per la professione” e ha poiannunciato che sarà lui “in prima persona a fare da tutor al primo aspirante collega che chiederà di poter intraprendere il percorso, per poter effettuare l’esame di Stato e diventare giornalista professionista”.

Per presentare la domanda di iscrizione al registro dei praticanti basterà consegnare all’Ordine regionale la documentazione attestante la continuità dell’attività giornalistica esercitata in maniera sistematica, prevalente e regolarmente retribuita, per almeno sei mesi prima della domanda. L’aspirante praticante sarà seguito da un professionista “tutor” e dovrà seguire un percorso obbligatorio di formazione professionale.

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