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Psicoanalisi: allarme autoritarismo, nuove ribellioni nel XXI secolo

Esperti si sono riuniti la scorsa settimana al Volkshaus di Zurigo per un convegno intitolato “Sul potere dell’inconscio nella politica e nel soggetto”, dove hanno espresso preoccupazione per l’aumento delle tendenze autoritarie e le minacce all’autonomia intellettuale.

La diagnosi della società odierna appare critica. Almeno questo è quanto emerso dagli esperti riuniti al Volkshaus di Zurigo per un convegno dal titolo “Sul potere dell’inconscio nella politica e nel soggetto”.

Psicoanalisti, sociologi, politologi e altri esperti hanno espresso preoccupazione per l’aumento dell’autoritarismo in paesi come Germania, Austria, Italia, Paesi Bassi e Stati Uniti, dove sta diventando sempre più popolare tra gli elettori. Il sociologo tedesco Heinz Boudet ha ricordato le speranze nate dopo la caduta del muro di Berlino nel novembre 1989, quando si auspicava che la democrazia parlamentare avesse prevalso e avesse raggiunto la “fine della storia”, come affermato all’epoca dal politologo Francis Fukuyama.

Boudet ha affermato: “Viviamo in un contesto di paura e non crediamo più nella politica che può cambiare il mondo per la maggioranza”.

Lo psicoanalista zurighese Markus Feh ha dichiarato che un numero crescente di cittadini chiede soluzioni rapide a problemi complessi e rifiuta lo stato di persone libere e responsabili. “Questi popoli desiderano un sistema autoritario e premuroso che compensi le loro debolezze”. Allo stesso tempo, la politica sta diventando sempre più difficile raggiungere soggetti maturi e razionali.

Vera King, direttrice del Sigmund Freud Institute di Francoforte, insieme ai suoi colleghi, ha intervistato persone nei cosiddetti ambienti di pensiero laterale, indagando sulla loro crescente sfiducia nei confronti dello Stato.

King ha affermato: “In un mondo dipendente dalla costante ottimizzazione della competizione, queste popolazioni sperimentano sempre più ogni dipendenza o vulnerabilità come “catastroficamente dannosa e altamente minacciosa”. Proiettavano anche la propria aggressività sugli altri. Gli intervistati vedono i cittadini come vittime collettivamente ingannate che possono essere aiutate solo da sistemi politici autoritari. “Ha un’atmosfera apocalittica”, ha detto King, aggiungendo che si ignora la responsabilità per la vita dei discendenti.

La studiosa britannica Elizabeth Bronfen ha interpretato l’operato dell’amministrazione dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump come quello di un “truffatore”, un politico che seduce gli elettori come uno stregone e poi tradisce le loro aspettative.

Bronfen ritiene che la maggioranza degli elettori americani nutra “un fascino per i mostri”. Anche se Trump e il suo popolo hanno ignorato la separazione dei poteri, si sono riempiti le tasche e hanno danneggiato l’economia, gli elettori di Trump hanno continuato a credere nelle istituzioni americane.

La risposta di Donald Trump alle manifestazioni “No King” è stata vista come una caricatura della democrazia. Sulla sua piattaforma mediatica Truth Social, lo stesso presidente degli Stati Uniti è apparso a bordo di un aereo da caccia lanciando escrementi invece di bombe sui suoi obiettivi.

Ciò ricorda a Elizabeth Bronfen la strategia mediatica apertamente proclamata dall’ex consigliere del presidente Trump, Steve Bannon, di “inondare la regione di merda”. Donald Trump si presenta come un americano che può fare quello che vuole. Le sue azioni sono accolte dagli elettori come un segno di fiducia.

Inoltre, lo psicoanalista Markus Feh afferma che il Partito Repubblicano sotto Donald Trump “darà agli elettori un positivo senso di soddisfazione, apparirà divertente e abbaglierà i media” con le sue politiche spregevoli. La sinistra finora ha risposto solo con richieste morali, cioè senza gioia, che come atteggiamento non hanno alcun effetto.

Parallelamente alle minacce politiche alla democrazia, crescono le minacce all’autonomia intellettuale provenienti dall’intelligenza artificiale (AI). Per il teorico culturale basilese Felix Stalder, funziona come uno strumento di capitale a scapito del lavoro.

Secondo Stalder la tecnologia ha sempre portato alla razionalizzazione. Ma la novità è che anche gli aspetti mentali del lavoro stanno diventando automatizzati. Solo quest’anno, le principali aziende statunitensi Microsoft, Alphabet, Meta e Amazon investiranno 370 miliardi di dollari in nuovi data center di intelligenza artificiale.

Le correlazioni dell’intelligenza artificiale stanno dominando sempre più il pensiero umano sulla causalità. E poiché le persone non comprendono la complessità dell’intelligenza artificiale e dei suoi algoritmi, il pensiero diventa di nuovo una “scatola nera, 100 anni dopo Freud” e un’espressione del comportamentismo. Secondo Stalder questo sviluppo è politicamente esplosivo.

Sempre più programmi di intelligenza artificiale non funzionano solo in modo autonomo e invisibile, ma alcuni di essi non possono nemmeno essere spenti.

Nonostante queste tendenze allarmanti, Felix Stalder consiglia che l’intelligenza umana dovrebbe essere riconosciuta e utilizzata come equivalente all’intelligenza artificiale. L’esistenza di macchine con capacità cognitive offre l’opportunità di “comprendere le capacità umane non isolatamente ma in relazione ad altri agenti non umani”.

Comprendere, non giudicare: questo atteggiamento può essere applicato anche ai rapporti di Donald Trump con gli elettori.

Nuove ribellioni nel 21° secolo: gli psicoanalisti mettono in guardia dall’autoritarismo


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