QUANTO È (RI)CONOSCIUTA ALL’ESTERO L’ARTE CONTEMPORANEA ITALIANA?
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Giovedì 24 marzo è andata in onda la live streaming “Quanto è (ri)conosciuta all’estero l’arte contemporanea italiana?”, tra il pubblico anche Vittorio Sgarbi.

“Quanto è (ri)conosciuta all’estero l’arte contemporanea italiana?” è una ricerca indipendente, che ha come oggetto di analisi la visibilità dell’arte italiana contemporanea a livello internazionale.

Realizzata da un team indipendente di esperti del sistema dell’arte con il contributo di ARTE Generali, dello studio BBS Lombard e la cooperazione degli istituti di ricerca Artprice, Articker e Wondeur, l’indagine vuole essere uno strumento di conoscenza sulla presenza degli artisti italiani (nati dopo il 1960) nell’ecosistema dell’arte globale.

L’obiettivo dello studio mira a stimolare il dialogo, fissare nuovi traguardi e individuare possibilità di integrazione nel sistema internazionale dell’arte.


Gli ospiti dell’evento sono stati: Dario Franceschini – Ministro della Cultura, Franco Broccardi – Partner BBS Lombard, Italo Carli – Head of Arte Generali, Marilena Pirrelli – esperta mercato dell’arte, Sarah Cosulich – Direttrice Pinacoteca Agnelli, Onofrio Cutaia -Direttore Generale Creatività Contemporanea MiC, Patrick Tuttofuoco – artista.

Il dibattito, invece, è stato moderato dal giornalista Nicolas Ballario.

In apertura dell’evento si è espresso, in merito alla situazione, il Ministro della Cultura: “Abbiamo investito poco nell’arte contemporanea, l’arte italiana esiste e non è solo quella più vecchia, dobbiamo investire ancora di più sull’arte contemporanea italiana e spingerla in tutto il mondo.”

È stata una tavola calda ricca di dialogo, idee per risolvere i problemi ma anche esperienza diretta da parte dell’artista Patrick Tuttofuoco che afferma “Le difficoltà che ho riscontrato sono state tante, è difficile essere conosciuto all’estero. Avere una ricerca di qualità sulla propria arte non basta. Se da parte dell’Italia non arrivano i fondi per sostenere un proprio artista all’estero è molto difficile. Ho vissuto all’estero per 15 anni quindi l’ho presa molto seriamente ed è una cosa che bisogna fare, la top 10 degli artisti italiani famosi all’estero citati ha vissuto o vive all’estero, Cattelan è l’esempio.”.

Grazie alle ricerche di Marinella Pirelli, esperta nel mercato dell’arte, siamo riusciti a capire in quali parti del mondo l’arte contemporanea italiana va più forte. In cima a questa classifica troviamo gli Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Francia.

Tra gli obiettivi futuri, per spingere l’arte contemporanea italiana, l’organizzazione di eventi in cui le gallerie hanno una forte forza di mercato.


Mettere i collezionisti al centro del sistema così che anche gli artisti giovani attraverso il ricavato delle vendite possono permettersi uno stand in delle gallerie più grandi anche all’estero.

Onofrio Cutaia per quanto riguarda gli investimenti tende a precisare “Con una pandemia e una guerra di mezzo sarà veramente difficile rilanciare l’arte italiana, dobbiamo andare avanti e sfruttare il PNRR per quanto possibile. So bene cosa vuol dire il lavoro dell’artista siccome sono stato dall’altra parte della barricata e abbiamo bisogno di più bandi che riguardano gli artisti e li promuovono.

Per chi volesse approfondire i temi trattati nel dibattito, la diretta può essere recuperata sulla piattaforma Vimeo.

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