Una mostra dedicata ai cinquant’anni di Radio Popolare, nata il 24 dicembre 1975, sarà inaugurata domenica 14 dicembre allo Spazio Cistanne della Fabbrica del Vapore di Milano. L’esposizione ripercorre la storia dell’emittente attraverso fotografie, offrendo uno sguardo su mezzo secolo di storia italiana e internazionale e sull’importanza dell’indipendenza finanziaria per la libertà editoriale.
La mostra si articola su due piani e presenta, oltre a scatti di fotografi come Gianni Berengo Gardin, Mario Dondero, Uliano Lucas e Gabriele Basilico, anche ingrandimenti fotografici dei dipendenti della radio.
Radio Popolare nasce a Milano a metà degli anni ’70, in un contesto di fermento sociale e politico. L’emittente si è distinta per aver offerto una prospettiva non convenzionale sui fatti, dando voce a chi non ne aveva.
Gli archivi di Radio Popolare contengono interviste a manifestanti, lavoratori in sciopero e intellettuali. Un esempio citato è quello di Paolo Hitter, che nel 1989 contattò studenti di italiano a Berlino Est, Praga, Sofia, Bucarest e Mosca, anticipando il crollo dell’ex impero sovietico.
La mostra celebra questa interpretazione moderna e rivoluzionaria del giornalismo, nata prima del duopolio Fininvest-Rai e dell’infotainment, in un’epoca in cui l’editoria era dominata da un perbenismo reazionario.
Dopo una sentenza della Corte Costituzionale del 1976 che aprì la strada alla radio libera, molte emittenti nacquero, ma poche sopravvissero. Radio Popolare ha scelto fin da subito la strada dell’indipendenza economica come prerequisito per l’indipendenza editoriale.
La radio si sostiene grazie al contributo di oltre 15.000 ascoltatori che pagano per sostenere il diritto all’informazione. Questo modello, basato sul potere della comunità, garantisce la libertà di ascoltare e di informare.
“Radio Populare” è una mostra che racconta storie libere.
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