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Ratti e romanzi: il ruolo chiave nelle opere di Yulia Markhutova

Nel suo nuovo romanzo, Yulia Markhutova pone al centro della scena dei roditori. Pubblicato da Rowohlt-Verlag, Amburgo, il libro, intitolato “Il caso è un uccello non più grande di un passero”, esplora temi complessi e intrecci narrativi. Cosa facciano esattamente i topi e cosa realizzino rimane in parte avvolto nel mistero.

Il secondo libro di Yulia Markhutova si presenta come un’opera complessa, caratterizzata da salti temporali e narrativi. La storia è narrata, almeno in parte, da topi.

La trama ruota attorno a tre giovani che ascoltano un resoconto dettagliato ambientato nell’Unione Sovietica degli anni ’80. La madre, Marina, all’epoca bambina, viveva a Mosca con sua madre Nina. Il padre si era trasferito. Marina stringe amicizia con Bella, la figlia di un vicino, e insieme elaborano un piano che coinvolge la falsificazione di una lettera di Grisha, emigrato in America, descrivendo una realtà idealizzata nel suo nuovo paese.

Parallelamente, Nina, la madre di Marina, sogna una valigia. Viene descritta come un “senso extra”, capace di predire eventi futuri attraverso i sogni e la lettura delle foglie di tè.

Markhutova esplora diverse realtà, come già nel suo debutto del 2021, intersecando sentimenti ambivalenti nel tempo. Il **romanzo** crea gradualmente l’atmosfera di un appartamento moscovita negli anni ’80, dove i personaggi cercano di alleviare il proprio dolore fantasticando su un mondo libero. Vera e Marina si rifugiano nella dacia dei genitori di Vera nei fine settimana. Il padre di Vera, reduce da un incidente in prigione, è allo sbando.

Un elemento di positività è rappresentato da Anton, uno studente politicamente attivo. Anton è coinvolto in attività segrete e la sua relazione con Marina si evolve. Si menziona “Soshnat”, un’agenzia ebraica che si occupa dell’immigrazione.

La storia familiare della madre e della nonna di Marina viene raccontata sottovoce, con riferimenti al passato dello shtetl, agli ebrei e agli ucraini. La nonna di Marina credeva in Stalin. Il romanzo suggerisce che i tempi passati si sovrappongono al presente.

Il romanzo è ambientato negli anni ’80, un periodo sull’orlo del cambiamento. Sebbene si percepiscano segnali di perestrojka, la realtà è segnata dall’emergere di nuove potenze e dalla crescita di movimenti ultranazionalisti e antisemiti.

Penetrare gli strati del romanzo richiede una ricerca approfondita. Nonostante il suo tema principale, la storia del topo sulla verità appare a volte incoerente. Il romanzo contiene elementi di autofiction, suggerendo una conclusione positiva con la partenza di Marina per la Germania con Anton. Il sogno della valigia di Nina si avvera, anche se con una punta di delusione, mentre sua figlia trova la felicità. Il libro consta di 144 pagine e costa 32,90 euro.

I ratti svolgono un ruolo importante nei romanzi di Yulia Markhutova


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