Il testo di Marco Paolini che ha permesso la divulgazione di una tragedia avvenuta il 9 ottobre 1963 ha ispirato Alberto Rubinato a proporne la rappresentazione. Ci troviamo al Teatro Houdini con il monologo di Alberto, ma in verità la nostra mente è nel Vajont, pronta ad assistere al disastro creato dall’uomo.
Alberto propone un monologo dalla durata di due ore e mezza, nel quale racconta con estrema accuratezza gli eventi che portarono al disastro del Vajont , narrati dall’inizio della costruzione dell’omonima diga nel 1956, alla frana del 9 ottobre 1963 che costò la vita a quasi duemila persone.
Dice Alberto: “Io con Paolini non ho nessun particolare rapporto; tutto è nato a fine 2018 con una cena d’amici in cui mi sono reso conto che i figli non sapevano nulla del Vajont e li ho realizzato che era passato un po’ di tempo da quando ho visto su rai2 il racconto di Paolini; al che mi son detto: io questa cosa la faccio… Sono riuscito ad avere il numero di Paolini e così ho deciso di mandargli un messaggio, pensando anche che non rispondesse; invece, è stato un signore e ha risposto in modo molto affettuoso autorizzandomi, anzi spronandomi anche a fare questa cosa”.
Un testimone dell’accaduto: “Publio Tufoli” racconta di quando quel giorno uscì prima dal collegio per poter andare a vedere la partita di calcio al bar. “Mio padre lavorava in quei cantieri e quindi giornalmente assisteva ai lavori”.
Una storia che tutti/e dovrebbero conoscere per comprendere quanto l’essere umano sia “disumano”; quanto il potere vada oltre la vita umana. Alberto Rubinato potete trovarlo sui social col medesimo nome.
Vi invitiamo a vedere l’intervista completa dell’artista. Dalla testata.it è tutto, vi teniamo aggiornati!
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