Mentre la politica regionale si avvita in discussioni burocratiche, nei corridoi dei Municipi sardi cresce la tensione.
L’allarme è chiaro: tra giugno e dicembre 2026, la Sardegna rischia di perdere l’esercito di professionisti (funzionari FG e FT) che sta gestendo i cantieri del PNRR. Ma questa volta i tecnici non stanno a guardare.
Il Comitato Funzionari PNRR Sardegna ha rotto gli indugi, avviando un’azione di monitoraggio sussidiario che mette la politica regionale davanti alla realtà dei fatti e all’urgenza di scelte non più procrastinabili. Con una mossa senza precedenti, i tecnici hanno lanciato una ricognizione indipendente dei fabbisogni, chiedendo ai Sindaci e agli amministratori dell’Isola di esporsi formalmente.
Countdown al 7 Febbraio 2026
L’iniziativa non è una semplice protesta, ma un’operazione di trasparenza. I Comuni hanno tempo fino al 7 febbraio per partecipare al sondaggio del Comitato e confermare la necessità di mantenere in servizio queste figure professionali.
I dati raccolti non resteranno chiusi in un cassetto: il Comitato ha già annunciato che il report finale verrà inviato direttamente ad ANCI Sardegna, ANCI nazionale, al Governo nazionale e alla Commissione Europea a Bruxelles. L’obiettivo è chiaro: dimostrare che il territorio è unito e che la stabilità degli uffici tecnici è l’unica garanzia per non perdere i miliardi di euro destinati all’Isola.
La soluzione tecnica a “Costo Zero”
Il punto di forza della proposta non è solo la difesa del posto di lavoro, ma la sua sostenibilità economica. Il Comitato ha già elaborato e inviato agli organi competenti un dossier tecnico dettagliato che individua una via d’uscita normativa percorribile immediatamente.
“La soluzione esiste ed è a costo zero per le casse comunali”, spiegano dal Coordinamento. Attraverso l’utilizzo mirato dei Fondi di Assistenza Tecnica UE e del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC), è possibile attivare un emendamento che garantisca la continuità amministrativa senza gravare di un solo euro sui bilanci dei Municipi. Una soluzione simile a quella già intrapresa per altri settori dello Stato, come quello della Giustizia, e che ora i tecnici sardi pretendono venga valutata con la massima urgenza.
Il grido d’aiuto dai piccoli centri
Le indiscrezioni che filtrano dalle prime ore della consultazione confermano un dato politico significativo: il sostegno più compatto arriva dai Sindaci dei piccoli e medi Comuni sardi. Per queste realtà, i funzionari PNRR non sono semplici unità lavorative, ma rappresentano il “sistema nervoso” degli uffici tecnici, spesso l’unico presidio di competenza specialistica in territori già piagati dalla carenza cronica di personale.
“In molti Municipi, queste figure sono il pane quotidiano dell’amministrazione”, sottolineano dal Comitato. Senza di loro, la progettazione si ferma. I Sindaci sono oggi in una posizione paradossale: vorrebbero stabilizzare questi professionisti ma sono con le mani legate da bilanci fragili e vincoli assunzionali rigidi.
È qui che il ruolo della Regione Autonoma della Sardegna e di ANCI diventa decisivo.
Grazie alla sua autonomia speciale, l’Isola ha gli strumenti legislativi per farsi portavoce presso il Governo e Bruxelles, sbloccando quelle risorse comunitarie che permetterebbero ai piccoli centri di non perdere le proprie eccellenze. Non è solo una questione di lavoro, ma di sopravvivenza dei servizi essenziali per i cittadini.
Disponibilità al dialogo, ma senza ulteriori rinvii
Il Comitato si dichiara pronto a collaborare con la Regione Sardegna, ANCI e con tutti gli attori istituzionali, offrendo il proprio supporto tecnico per trasformare la proposta in realtà.
La palla passa ora alla politica, ma il messaggio ai territori è perentorio: chi non aderisce alla mappatura entro il 7 febbraio rischia di restare invisibile nei tavoli che decideranno la ripartizione dei fondi per le stabilizzazioni nei vari Comuni, non potendo più richiedere le somme a loro disposizione.
Con un dossier tecnico già pronto e una ricognizione dei Sindaci in corso, il tempo delle attese è scaduto. La Sardegna ha bisogno di risposte immediate: il timer del 2026 corre e, senza il personale specializzato per rendicontare e monitorare le opere, il blackout dei cantieri e la conseguente perdita dei finanziamenti non saranno più un’ipotesi, ma una certezza amministrativa.
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