Questa settimana l’attenzione si concentra sulle sfide interne affrontate da Friedrich Merz. Nonostante il suo impegno in politica estera, l'”autunno delle riforme” promesso sembra aver subito un rallentamento all’interno dei confini nazionali. Dopo le polemiche sulla riforma delle pensioni, ora si discute del welfare, con alcune proposte di taglio che hanno suscitato reazioni contrastanti.
Uno degli episodi più discussi riguarda le dichiarazioni di Merz durante una manifestazione elettorale nel Nord Reno-Westfalia, dove ha espresso dubbi sulla possibilità di assentarsi dal lavoro per malattia, anche telefonicamente. Le sue parole hanno sollevato un dibattito sull’impegno dei lavoratori e sull’utilizzo dei congedi per malattia.
In realtà, il numero di giorni di malattia presi dai lavoratori tedeschi è rimasto sostanzialmente stabile negli ultimi quattro anni. In media, prendono quasi tre settimane di congedo per malattia all’anno, ma a partire dal Covid-19 si è registrato un aumento dell’incidenza delle malattie respiratorie.
Le affermazioni di Merz sembrano allinearsi con le posizioni di una parte del suo partito, ma non necessariamente con quelle degli elettori. Il Wirschaftsrat, un’associazione di imprenditori vicina alla CDU, ha proposto tagli allo Stato sociale, inclusa la rimozione dei servizi dentistici dalla copertura assicurativa pubblica e la cessazione delle pensioni materne e minime all’età di 63 anni. Queste proposte hanno trovato sostegno in alcune frange più conservatrici della CDU, ma hanno generato preoccupazioni tra gli stakeholder operai del partito, che temono ripercussioni in termini di consenso.
Nel frattempo, la Commissione per la riforma dello Stato sociale sta lavorando a 26 misure per semplificare alcuni benefici, tra cui l’indennità universale, con il sostegno di Verdi e Linke. Tuttavia, secondo alcune critiche, si tratterebbe principalmente di una semplificazione amministrativa che non risolverebbe i problemi di fondo e continuerebbe a favorire le imprese rispetto a individui e famiglie. Alcuni giornali progressisti criticano anche la SPD per non aver difeso adeguatamente i diritti dei lavoratori e per aver ceduto alla retorica neoliberista.
Sul fronte dell’immigrazione, emergono tensioni tra l’AfD e il nazionalista austriaco Martin Sellner. Nonostante una certa affinità ideologica, i servizi segreti tedeschi tengono sotto controllo l’AfD, e i legami con figure considerate incostituzionali non sono ben visti, soprattutto in un contesto in cui si discute la messa al bando del partito. Nel 2024, l’AfD ha preso le distanze da Sellner, vietando ai propri membri di incontrarlo. Tuttavia, alcuni esponenti, come Lena Kotre, deputata del parlamento regionale del Brandeburgo, hanno trovato il modo di aggirare il divieto per continuare a frequentare Sellner.
Lunedì è scomparsa Rita Schusums, ex ministro della Famiglia e della Salute, all’età di 89 anni. La sua figura ha segnato la storia della CDU e del femminismo tedesco. Ricordata per il suo impegno sociale e per la sua attenzione ai valori cristiani, Susums ha contribuito a cambiare la percezione del ruolo delle donne nel partito. Durante il suo mandato, si è distinta per la sua posizione progressista su temi come la lotta contro l’AIDS, promuovendo l’educazione e la ricerca anziché la segregazione delle persone omosessuali.
Secondo il quotidiano Taz, Susums ha lasciato un’impronta significativa nella CDU, contribuendo a modernizzare l’immagine del partito e aprendo la strada a figure come Angela Merkel e Ursula von der Leyen.
Da quasi un anno, il Bayern Monaco ha un nuovo inno nazionale. Il brano, regalato alla squadra dalla Curva Sud in occasione del 125° anniversario del club, è nato da un’idea di un gruppo di tifosi ed è stato realizzato grazie alle donazioni dei sostenitori. La melodia principale è una rivisitazione del brano Montagne Verdi di Marcela Vella, che si è detta felice che i tifosi abbiano dato una nuova vita alla sua hit più famosa. L’inno, che include passaggi in italiano, è cantato dal tenore Jonas Kaufmann e da oltre 8.000 tifosi accompagnati dalla Budapest Scoring Orchestra.
Martin Sellner è troppo estremista per l’AfD (almeno sulla carta)
Ricevi le nostre ultime notizie da Google News
clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella.

