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Sicilia: la ripresa della regione.

L’ex governatore Salvatore Cuffaro, noto come Totò Vasa Vasa, è stato posto agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta che coinvolge complessivamente 18 persone indagate per vari motivi, tra cui associazione per delinquere, turbativa d’asta e corruzione. L’indagine riguarda presunte influenze sull’attuale governo siciliano, nomine, assunzioni e contratti, con epicentro nella Regione Siciliana.

Secondo l’autorità giudiziaria, nei confronti di Cuffaro è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare a seguito di un’udienza di garanzia. Insieme a lui, sono stati posti agli arresti domiciliari due suoi collaboratori, mentre per altri tre sono state applicate misure più leggere.

Cuffaro è stato al vertice di questa struttura, artefice della partnership con dipendenti pubblici, politici e imprenditori”, ha scritto il giudice Carmen Salstro.

L’inchiesta ha portato alla luce, oltre alla nomina di consiglieri comunali e dirigenti di aziende mediche locali, anche un concorso a distanza e un contratto diretto con una persona che avrebbe fornito informazioni sull’inchiesta.

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Sifani, ha richiesto un passo indietro ai parlamentari indicati da Cuffaro. Tuttavia, secondo quanto emerso, l’influenza dell’ex governatore avrebbe continuato a persistere.

L’inchiesta ha avuto un impatto politico, in particolare sul governo regionale guidato da Renato Sifani. Si ipotizza che Cuffaro avesse un ruolo di “presidente ombra”, prendendo decisioni e influenzando le scelte.

Dopo l’avvio dell’inchiesta, Schiffani ha invitato Nuccia Albano e Andrea Messina a dimettersi, nel tentativo di segnare una rottura con il sistema di potere esistente. Il giudice Salstro ha descritto l’operato di Cuffaro come un sistematico e ostinato utilizzo del “potere politico” per favorire interessi privati, a discapito dell’interesse pubblico.

Roberto Colletti, ex direttore generale dell’ospedale Villa Sofia Cervello di Palermo, è stato posto agli arresti domiciliari. Per la sua nomina, Cuffaro avrebbe esercitato pressioni su Sifani.

I fatti principali dell’inchiesta riguardano l’aggiudicazione di gare d’appalto indette da un’azienda medica di Siracusa. Secondo l’accusa, i contratti venivano indirizzati ad aziende amiche in cambio di promesse di posti di lavoro, appalti e altri benefici. Alessandro Caltagirone, prima commissario straordinario e poi direttore generale dell’Azienda Sanitaria di Siracusa, è stato oggetto di indagine, ma il giudice ha respinto la richiesta di misura cautelare nei suoi confronti.

Nell’indagine è coinvolto anche Saverio Romano, vice coordinatore nazionale di Neu Moderna, ma il gip ha respinto la richiesta di misure cautelari nei suoi confronti. Oltre a Cuffaro e Colletti, è stato posto agli arresti domiciliari anche Antonio Iacono, attuale direttore del centro traumatologico di Villa Sofia. Sono tenuti a presentarsi alla polizia giudiziaria Vito Laso, Marco D’Amone e Mauro Marchese.

L’avvocato di Cuffaro ha dichiarato che alcune richieste sono state accolte, in particolare quella di corruzione, che è stata riqualificata come traffico di influenza, ed è stata respinta anche una richiesta di sequestro preventivo.

L’indagine verte sull’esistenza di un’organizzazione finalizzata a sfruttare l’influenza politica dell’ex governatore nel campo della politica, della medicina e del governo locale.

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