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Sicurezza: Critiche a nuove ordinanze, Nordio e Brigate Rosse.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto sicurezza, comprensivo di un eventuale provvedimento legislativo che sarà sottoposto al Parlamento. Il decreto introduce, tra le altre cose, lo scudo penale e la detenzione preventiva di 12 ore applicabili a tutti i cittadini in caso di legittima difesa, con le restrizioni imposte dal Quirinale.

La risoluzione delle ultime questioni tecniche ha richiesto una lunga riunione mattutina. Nel pomeriggio, il governo ha dato il via libera al nuovo pacchetto sicurezza, dividendo in due la bozza presentata dal ministro Matteo Piantedosi. La maggior parte delle norme sono incluse nel disegno di legge, mentre le questioni considerate urgenti sono state incluse nella legislazione che ha recepito le osservazioni del Quirinale.

Le regole erano state originariamente fissate in un unico disegno di legge dal Viminale circa 20 giorni fa, ma gli eventi di Torino hanno accelerato la decisione. Entreranno in vigore immediatamente la detenzione preventiva, la repressione delle armi da taglio, il divieto di vendita ai minori e gli scudi penali.

Al termine del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni ha dichiarato: “Non si tratta di misure ad hoc, ma di un ulteriore tassello della strategia che questo governo porta avanti fin dalla sua nascita”. Dopo aver elencato alcune delle misure introdotte, ha aggiunto: “Continuiamo così ad aggiungere tasselli a un piano preciso. La nazione non si allontanerà, ma proteggerà coloro che ci proteggono e restituirà sicurezza e libertà al nostro popolo”.

I ministri Piantedosi e Carlo Nordio hanno presentato il testo ai giornalisti nella sala stampa di Palazzo Chigi e hanno risposto alle loro domande. Piantedosi ha affermato: “Conosciamo la legge minima, quindi la parte relativa all’arresto preventivo è sempre stata così”. Nordio ha precisato che “lo scudo penale non è uno scudo, né riguarda solo la polizia”.

Piantedosi ha sottolineato che “con il Quirinale c’è stato un dialogo molto fruttuoso e il documento è arrivato dal Consiglio dei ministri così come proposto”. Nordio ha ricordato che la creazione delle Brigate Rosse è stata possibile perché “non è stata prestata sufficiente attenzione, anche da parte dello Stato, a queste forme di attacchi odiosi contro la polizia”.

La persuasione morale di Sergio Mattarella è stata definita decisiva per “ammorbidire” la norma ed evitare possibili incostituzionalità. Pertanto, “l’accompagnamento presso un ufficio di pubblica sicurezza per prevenire atti pericolosi durante un evento pubblico” può durare fino a 12 ore e deve essere basato su “motivazioni sufficienti”. I pubblici ministeri devono essere informati e possono revocare il procedimento se non è possibile trovare i dettagli.

Uno “scudo che non è scudo” è un provvedimento meramente formale (“in presenza di quella che viene definita ‘giusta causa’, gli autori di determinati fatti non vengono automaticamente inseriti nell’elenco degli indagati, ma vengono indicati in una forma particolare”). Piantedosi ha spiegato che “si stanno introducendo una serie di proposte di norme sull’obbligo di preavviso delle manifestazioni, la cui violazione imporrà misure finanziarie molto importanti. Se non la cauzione, in realtà è già previsto il concetto di responsabilità di chi preavvisa manifestazioni”. A tutto ciò si aggiunga il fatto che “i ladri abili verranno ora perseguiti formalmente” e l’atteso “inasprimento” sulla vendita e detenzione di coltelli.

Le persone si sentiranno davvero “sicure”?

Le norme potrebbero aver fatto ben poco per evitare quanto accaduto a Torino. AngeloFrancesco Simonato, 22enne arrestato per aggressione a pubblico ufficiale, ha la fedina penale pulita e, come ha scritto il giudice, “non ha legami con gruppi organizzati violenti o ostili”. Inoltre, “non era travisato e non era in possesso di alcun equipaggiamento protettivo (come scudo o casco)” e “indossava abiti luminosi”.

Nel suo caso difficilmente potrà essere invocata la detenzione preventiva, e lo stesso vale per gli altri due che hanno aggredito il poliziotto arrestato e rilasciato dopo la firma. Entrambi gli uomini sono sconosciuti alla polizia e non sono estremisti di nessun gruppo organizzato.

Il ministro ha spiegato che, dal punto di vista dell’ordine pubblico, gli arresti miravano a fermare le persone potenzialmente violente prima che raggiungessero la piazza e ad impedire loro di “infiltrarsi e aggredire”. Tuttavia, una disposizione molto simile esiste già nel sistema giuridico, con l’articolo 381 del codice di procedura penale che stabilisce che la polizia può arrestare chiunque non solo commetta, ma tenti di commettere, un reato senza sua colpa, con una pena massima superiore a tre anni.

Questo regolamento sembra essere molto simile al Daspo Preventivo, istituito nella prima legge sull’ordine pubblico e basato sul pericolo sociale e sulle denunce contro i tifosi, tranne per il fatto che si tratta di un regolamento amministrativo stabilito dal commissario di polizia piuttosto che dalla polizia. Ciò significa che l’intenzione del Viminale è che, se tutto va bene, venga effettuato un fermo preventivo ben prima di raggiungere le strade. Quindi al centro dovrebbe esserci il lavoro della Digos, che può prevedere in anticipo chi sono i violenti con precedenti penali e da dove provengono, da fermare in anticipo.

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