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MAX GIUSTI A CAGLIARI E SASSARI

“Bollicine” uno spettacolo divertente e leggero che mette a confronto la vita di oggi con quella di ieri.

Bollicine”, il nuovo spettacolo di Max Giusti approda a Cagliari e Sassari. “Per la prima volta a Cagliari dopo 56 anni” dice l’attore di teatro, cinema e televisivo, presentatore, imitatore e, perché no, cantante “sono andato solo a Villasimius una trentina di anni fa passando dall’Orientale sarda… sono partito da Olbia la mattina e sono arrivato che faceva sera”.

Eppure sembra orgoglioso delle sue origini sarde da parte di madre di Norbello (Oristano). Sfoggia un accento sardo e dice delle cose che fanno trasparire una certa conoscenza di modi di dire evidentemente appresi dai familiari stretti.

Un ibrido tra Sardegna e Marche (il padre), “due regioni che hanno poco a che vedere tra loro”, dice. In effetti i contatti sono rari tra la Sardegna e la regione adriatica. Lui è romano ma gli accenti che propone nello spettacolo sono di tutta Italia. Canzona i milanesi come i calabresi.

Lo spettacolo che www.laTestata.it ha annunciato in questo articolo: http://shcl-c75ba.serverlet.com/news/teatro/max-giusti-in-sardegna-con-bollicine/ parte alla grande grazie all’accompagnamento della Max Band che spara la canzone di Vasco Rossi. Il pubblico segue l’artista e canta a squarciagola.

Max Giusti interagisce col pubblico fino a “interrogarne” alcuni di varie età. Racconta dei suoi figli Caterina e Matteo e paragona la vita anni ’80 con quella dei giovani d’oggi tutto social e trap.

“I cantanti dei nostri tempi parlavano d’amore” dice Max Giusti “quelli di oggi hanno problemi esistenziali a 15 anni!”.

In sala scopre uno spettatore di Caserta “ti ha portato qui una mareggiata?” sfotte e continua “siete di Sassari e Arzachena? Ma lo sapete che domani sono a Sassari? Non era più vicino andarmi a vedere lì?”. Risate generali.

Bersaglio di tutta la serata sono le sigarette elettroniche e i social. Ogni tanto qualche parolaccia. Canta e fa cantare un pubblico eterogeneo e divertito. Avrebbe potuto fare il cantante. Si vede che la musica gli piace. Imita alcuni cantanti e come avrebbero cantato certe canzoni. Chiude con un “We are the world” eseguito imitando alcuni cantanti italiani. Spettacolo divertente per una serata leggera ma che fa pensare. Bravo Max Giusti!


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