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Firenze: Star del calcio a Coverciano per il libro di Casarin

Il 3 febbraio 2026, il Museo del Calcio di Coverciano ha ospitato la presentazione del libro “Vita e pensieri di un arbitro” di Paolo Casarin, figura iconica del calcio.

Il libro ripercorre 60 anni di calcio attraverso la storia di Casarin, descritto come un punto di riferimento nel mondo arbitrale per la sua autonomia e indipendenza.

L’evento, organizzato da Giandomenico e Pierfrancesco Salvetti e condotto dal giornalista Francesco Selvi, ha visto la partecipazione di Giancarlo Antognoni, team manager della nazionale Under 21, Matteo Marani, presidente della Lega di Serie C e presidente del Museo del Calcio di Coverciano, e Renzo Ulivieri, presidente Aiac. Era attesa anche la presenza di Cesare Prandelli, che non ha potuto partecipare a causa di un’influenza.

Il volume racconta la carriera di Casarin come arbitro e dirigente arbitrale, descrivendolo come un viaggio filosofico, umano e sociale che ha avuto origine durante la seconda guerra mondiale. “Sono nato nel 1940. La mia famiglia era molto povera. Tra le macerie e lo sconforto, è stato il calcio a salvarmi”, ha spiegato Casarin.

Casarin racconta come il gioco del calcio è nato, si è sviluppato ed evoluto, e di conseguenza come è mutata la figura dell’arbitro: da giudice solitario a uomo al centro di una tempesta tecnologica e mediatica. Il libro, edito da Rizzoli, è composto da 260 pagine.

Pierfrancesco Salvetti ha sottolineato il legame tra la sua famiglia e Casarin, ricordando il rapporto arbitrale con il padre e l’amicizia successiva. Ha inoltre ricordato come Casarin sia il padre nobile del Premio intitolato alla memoria di Ferruccio Salvetti.

Pierfrancesco Salvetti, a nome del fratello Giandomenico, ha ringraziato Casarin per il suo contributo come arbitro e dirigente arbitrale, definendolo “un ricercatore e un innovatore che ha contribuito in maniera importante a costruire la figura dell’arbitro moderno e che rimarrà sempre un grande punto riferimento per tutti coloro che amano, come me e come noi, l’arbitraggio”.

Antognoni ha ricordato Casarin come una figura con cui si poteva dialogare, sottolineando il suo rispetto e la sua comprensione, e notando come la sua storia rispecchi un calcio diverso da quello attuale.

Marani ha dichiarato che la partecipazione all’evento dimostra la stima verso Paolo Casarin, definendolo “un vero punto di riferimento nella storia del calcio, celebrato nel Museo che è un presidio fondamentale della memoria di questo sport”. Ha aggiunto che il libro non è solo un’autobiografia, ma un atto d’amore per il calcio.

Ulivieri ha riconosciuto il valore della storia di Casarin, affermando che “Paolo ha saputo portare la gentilezza all’interno di questo sport. ‘Vita e pensieri di un arbitro gentile’ sarebbe stato probabilmente il titolo più appropriato”.

Erano presenti numerosi rappresentanti del mondo del calcio di ieri e di oggi, tra cui calciatori, allenatori, arbitri, dirigenti e giornalisti.

La serata ha suscitato divertimento e nostalgia, ripensando a un calcio fatto di passione, amicizia e attaccamento, descritto nel libro di Casarin.

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