Nell’Alto Mugello è stata documentata la presenza del gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris). La scoperta è stata fatta grazie a immagini e filmati che testimoniano la presenza della specie in un ambiente ritenuto integro.
La presenza del gatto selvatico è considerata un indicatore biologico di valore, suggerendo che l’ecosistema è funzionante. L’area dell’Alto Mugello si conferma una zona cuscinetto naturale tra il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.
Durante il monitoraggio, è stata rilevata la presenza di gatti domestici vaganti nelle aree di interesse naturalistico, evidenziando il rischio di ibridazione genetica, considerata una delle principali minacce per la conservazione della specie a livello europeo.
Il 14 dicembre, le attrezzature di monitoraggio, regolarmente autorizzate, sono state gravemente danneggiate da ignoti, interrompendo bruscamente l’attività di documentazione ambientale.
Viene auspicato che ISPRA, la Regione Toscana e il Presidente Eugenio Giani prendano in considerazione questi dati per implementare misure concrete a sostegno della biodiversità e che l’Alto Mugello possa diventare un corridoio biologico strutturato tra i due parchi nazionali.
Il ritorno silenzioso del gatto selvatico: l’Alto Mugello come cerniera ecologica dell’Appennino
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