L’Europa è accusata di favorire la grande industria olearia a scapito degli agricoltori e della salute dei cittadini. La denuncia arriva da Coldiretti Toscana all’indomani della pubblicazione dell’audit sui sistemi di controllo dell’UE sull’olio d’oliva.
Secondo Coldiretti, l’UE da un lato spinge per raddoppiare le importazioni di olio tunisino a dazio zero, inondando il mercato di prodotti di bassa qualità a prezzi stracciati, e dall’altro non attiva le necessarie verifiche sulla tracciabilità e sulla presenza di elementi chimici pericolosi. La Corte dei Conti dell’UE avrebbe rilevato diverse anomalie negli strumenti di controllo e nell’efficacia dei controlli stessi, che nella maggior parte dei casi risulterebbero inefficaci.
Coldiretti Toscana evidenzia come questo sistema favorisca i trafficanti di olio e l’industria di trasformazione, permettendo l’ingresso in UE di fiumi di olio di oliva sfuso, senza identità, da trasformare e spacciare come olio italiano e comunitario. La presidente regionale, Letizia Cesani, ha espresso indignazione per l’ennesimo “suicidio dell’Europa”, affermando che a beneficiarne sono solo i trafficanti di olio, fermabili solo con controlli seri e rigorosi.
La questione delle frontiere “gruviera” si inserisce nel contesto dell’accordo con i paesi del Mercosur, contro il quale una delegazione della Toscana protesterà davanti al Parlamento Europeo a Strasburgo il 20 gennaio. La presidente Cesani ha ribadito la necessità di trasparenza, etichetta di origine su tutti gli alimenti e controlli puntuali e rigorosi, sottolineando che il Made in Italy non teme la concorrenza se basata sul principio di reciprocità. Tale principio, secondo Cesani, deve essere un pilastro di tutti gli scambi commerciali, non solo nei confronti del Mercosur.
Olio, Coldiretti: frontiere colabrodo favoriscono trafficanti olio, UE si gira dall’altra parte
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