Vai al contenuto

“Ucrainamania”: Josef Roth e il suo mondo

Il Teatro Nazionale di Vienna e il Teatro Nazionale di Lviv hanno dedicato una serata a Joseph Ross, scrittore di origine ucraina che lamentava gli orrori della prima guerra mondiale. L’evento, una coproduzione tra i due teatri, mira a evidenziare la natura triste e attuale delle opere di Ross.

Joseph Roth, nato nel 1894 a Brody, in Ucraina, considerava l’Europa del dopoguerra come “una stalla di bestie selvagge, a un cadavere che si suicida”. Le sue riflessioni sulla condizione umana e sulla guerra continuano a risuonare nel contesto attuale.

Gli attori del Volkstheater di Vienna e del Teatro Nazionale di Lviv hanno messo in scena lo spettacolo sotto la direzione del regista Jan-Christoph Gockel. La recensione, intitolata “Ucrainamania”, esplora il mondo dei libri e l’anima dello scrittore, viaggiando in Galizia e Leopoli, quest’ultima non immune agli attacchi di bombe e droni.

Lo spettacolo si apre con amici riuniti attorno alla tomba di Ross, discutendo sulla sua identità e appartenenza. Sul palco del Volkstheater di Vienna, i personaggi in lutto parlano in diverse lingue, difendendo una figura controversa. Ross stesso appare brevemente, per poi ritornare nei panni di un uomo sospettoso che ripercorre la sua vita, incontrando figure del passato e rifugiandosi tra le virgolette.

Il **teatro** improvvisato di Gockel non segue un’epoca particolare o una biografia precisa, creando un’esperienza che appare casuale e comprensiva. Pur non potendo raccontare interamente la vita di Joseph Roth, il regista e gli attori di Vienna e Lviv offrono una prospettiva unica.

La mescolanza di lingue e culture sul palco può sembrare arbitraria, ma alla fine crea un’esperienza significativa. Lo spettacolo sottolinea l’importanza di non poter più ignorare Joseph Ross nel contesto della guerra in Ucraina. Gockel afferma che Roth pronuncia “frasi esplosive nel qui e ora”, riconoscendo che gli avvertimenti e i timori espressi dallo scrittore potrebbero svanire prima di essere pienamente compresi.

Le scene presentano personaggi che appaiono magicamente su muri fatiscenti, per poi essere modificati e cancellati. Le parole non riescono a mantenere le promesse dell’intelletto o gli impulsi della ragione. Ross, nel corso della sua vita, sperimenta il tumulto emotivo e la disperazione per la perdita della ragione, senza mai trovare vera speranza.

In un momento dello spettacolo, un silenzio improvviso e spaventoso cala sul teatro, evocando l’interruzione causata dagli allarmi aerei. Solomir Kirilova, dopo una frenetica danza di battaglia, rimane in silenzio davanti al pubblico, riflettendo il tempo trascorso nei rifugi antiaerei di Lviv. Un suono di ottoni riporta la chiarezza.

Lo spettacolo dovrebbe essere rappresentato a Lviv a luglio, ma non è chiaro se gli allarmi e le interruzioni di corrente faranno parte dello spettacolo o saranno eventi reali. In “Ucrainamania”, Joseph Roth non è presentato come una figura nostalgica, ma come un esperto sugli scenari di collasso, offrendo spunti di riflessione per coloro che soffrono a causa di guerre e persecuzioni.

Il **lavoro** è notevole per l’interazione tra attori di entrambi i paesi, protagonisti di film girati durante un viaggio a Leopoli. La casa di Ross viene visitata con curiosità, e il poeta stesso cerca se stesso nel passato. Gli attori interpretano vite altrui, per poi tornare al presente, riconoscendo che il mondo è ancora **”molto, molto stupido”**.

Entra nella community su Telegram

Vai al gruppo
Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella.
SEGUICI

Autore

0 0 voti
Valutazione dell'articolo
Iscriviti
Notifica di
guest
0 Commenti
Il più vecchio
Più recente Più votato
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
0
Mi piacerebbe conoscere la tua opinione, per favore lascia un commento.x