Un progetto transfrontaliero italo-sloveno è in corso per studiare e gestire l’invasione del granchio blu nell’Adriatico, una specie aliena che sta causando preoccupazione per la biodiversità e l’economia locale. L’iniziativa mira a comprendere meglio il ciclo riproduttivo del granchio e a sviluppare strategie per mitigarne l’impatto. Coinvolti diversi partner, tra cui Veneto Conf cooperative, università e istituti di ricerca.
L’Iniziativa Transfrontaliera: “Crab Blu”
Il progetto, denominato “Crab blu – controllo, mitigazione e intervento per la gestione del granchio blu: un approccio transfrontaliero”, è finanziato dal programma europeo Italia-Slovenia. L’obiettivo principale è affrontare la sfida posta dalla diffusione del granchio blu, in particolare nelle aree di Chioggia, Caorle, Marano Lagunare e Pirano.
Lo studio si concentra sull’analisi dei cicli riproduttivi del granchio, che avvengono due volte all’anno, e sulle sue abitudini alimentari. I dati raccolti saranno fondamentali per elaborare strategie di contenimento efficaci.
La durata prevista del progetto è fino ad aprile 2026, con possibilità di estensione. Recenti incontri a Chioggia hanno visto la partecipazione di esperti e rappresentanti delle istituzioni locali, tra cui il vicesindaco Serena de Perini e l’assessore all’agricoltura Cristiano Corazzari.
Strategie di Mitigazione e Opportunità Economiche
Oltre al contenimento, si esplorano possibili utilizzi commerciali del granchio blu. Paolo Tiozzo, presidente di Conf Cooperative Veneto, ha sottolineato l’importanza di bilanciare la tutela della biodiversità con lo sviluppo di opportunità economiche.
L’assessore Corazzari ha citato l’esempio di una multinazionale dello Sri Lanka che, operando in collaborazione con cooperative locali, ha avviato l’esportazione di granchi blu verso il proprio paese e il Messico, sfruttando i costi di manodopera più bassi. L’esportazione potrebbe rappresentare una via per valorizzare il prodotto.
“Non possiamo importare modelli stranieri che non soddisfano le esigenze delle nostre aree territoriali.” – Cristiano Corazzari, Assessore all’Agricoltura.
Alberto Pallavicini, professore di genetica all’Università di Trieste, ha evidenziato come, nel suo ambiente d’origine, il granchio blu non manifesti la stessa espansione osservata nell’Adriatico. Ha suggerito di considerare il granchio blu come una risorsa, integrando il suo consumo nella dieta locale.
Collaborazione e Monitoraggio Costante
Il progetto prevede la creazione di osservatori sul granchio blu, strumenti di monitoraggio e coordinamento tra Italia e Slovenia. Saranno coinvolte le comunità locali e gli operatori della pesca.
Marina Slovenia, del National Institute of Biology, ha affermato che la laguna slovena, sebbene più piccola, ha subito un impatto minore. Tuttavia, si stanno predisponendo campioni per affrontare eventuali future ondate invasive. Il budget totale del progetto supera 1 milione di euro.
I partner coinvolti includono:
- Veneto Conf cooperative (capofila)
- Federazione provinciale di Coldiretti Venezia
- Università di Trieste
- National Institute of Biology (Slovenia)
- Revivo – Slovenia Research Center
- Capodistria City (MOK)
Sono partner correlati le Regioni di Friuli Venezia Giulia, Agricoltura di Veneto, Obcina Ankaran, Arpav e Veneto.
Blue Crab, Chiogia, crea granchi blu che combattono i punti di condivisione dei progetti europei e creano risorse
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