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Wilhelm von Gloeden: scandalo per foto erotiche.

Il fotografo tedesco Wilhelm von Gloeden, nato nel 1856 vicino a Rostock e morto il 24 aprile 1931, è noto per i suoi scatti di nudo maschile all’aperto, realizzati a partire dal 1900. Trasformò la Sicilia nella sua tela, sfruttando la sua giovinezza per la sua visione artistica.

Considerato un pioniere della fotografia di nudo maschile, von Gloeden divenne famoso per le sue opere che ritraevano giovani in costume e nudi sullo sfondo degli ambienti meridionali. Le sue fotografie, ambientate principalmente in Sicilia, gli valsero fama internazionale all’inizio del secolo scorso.

Von Gloeden rimase affascinato dalla Sicilia e dalla sua gente, come illustrato dalle sue opere fotografiche. Tuttavia, la sua visione era influenzata dal suo tempo. Un necrologio del 1931 sul quotidiano austriaco Neues Wiener Journal lo definì “sentimentale e teatrale, una produzione di emozioni che oggi non possiamo più tollerare”.

Le sue opere fotografiche hanno immortalato il paesaggio siciliano e la sua gente, documentando la cittadina montana di Taormina e trasformandola in una meta turistica popolare.

Secondo Ulrich Pohlmann, storico dell’arte e autore di una monografia su Wilhelm von Gloeden, non è stato possibile confermare il titolo nobiliare di “barone” con cui spesso viene indicato Groden. Groden probabilmente si è dato l’etichetta nobile che si addice al suo dandismo.

Le fotografie di Groden sono diventate oggetti da collezione non solo negli ambienti omosessuali ma anche tra gli appassionati della cultura nudista, attirando anche l’interesse di antropologi e sessuologi.

Il lavoro di Groden è significativo in quanto ha dato vita al suo genere di storia fotografica con opere basate sull’antichità arcadica e ha influenzato generazioni successive di fotografi, tra cui Robert Mapplethorpe e artisti come Picasso e Andy Warhol.

Trasferitosi a Taormina per curare una malattia polmonare, von Gloeden trovò ispirazione nel paesaggio e nella cultura locale. Contrariamente a quanto ipotizzato, non sembra esserci alcuna prova che il suo trasferimento in Italia fosse dovuto a leggi sull’omosessualità più permissive rispetto all’Impero tedesco.

Nonostante la povertà e la mancanza di infrastrutture turistiche, von Gloeden vide nelle strade e nelle persone di Taormina forme, colori, luci e ombre ricchi.

Come altri artisti prima di lui, von Gloeden elogiò i panorami di Taormina, vedendo negli abitanti della città i discendenti degli antichi greci e traendo ispirazione per le sue opere da figure come Prassitele e Fidia.

Pur rappresentando i residenti nelle fotografie come in uno spettacolo teatrale, von Gloeden creò una nuova cultura visiva, ispirandosi a capolavori della pittura come il Ragazzo con una cesta di frutta di Caravaggio e “Il pane tra le canne” di Arnold Böcklin.

La visione omosessuale del corpo maschile è evidente in alcuni scatti di Groden, il cui interesse principale potrebbe essere stato quello di affermare la fotografia di nudo come forma d’arte.

Nonostante le speculazioni, non ci sono prove concrete che Groden abbia mai superato i limiti della decenza con i suoi modelli. Al centro dell’entusiasmo del pubblico per le sue fotografie c’erano figure innocenti e androgine provenienti da un mondo antico e senza tempo.

Sebbene i modelli di Groden mostrassero spesso segni di lavori forzati e non corrispondessero agli ideali di bellezza dell’antichità classica, le sue fotografie rivelano persone di un lontano passato, rendendole particolarmente attraenti oggi.

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