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Editore: Cristian Mameli

PILLOLE DI OTTIMISMO CONTRO IL COVID

C´è una pagina facebook che spinge ad un approccio razionale, responsabile, scientifico mentre il premier Conte vara il nuovo DPCM di quasi lockdown e nelle grandi città si affacciano le prime manifestazioni di protesta con lo zampino di camorristi, ultras del calcio e estremisti prevalentemente di destra.

... di: Vincenzo Di Dino 26.10.2020 | 262 | Tempo di lettura 4'

Il nuovo DPCM è stato varato. Ne scrive Chiara Urru in questo articolo e trovate il decreto qui . Questa volta, nonostante la preoccupazione che avanza tra i cittadini, sono in molti e di segno politico diverso, a storcere la bocca. Giorgia Meloni (presidente di Fdi), nella trasmissione tv di Lucia Annunziata, Vincenzo De Luca (presidente della Regione Campania) da Fabio Fazio, ma anche Valter Veltoni (oggi scrittore, ieri politico) sempre da Fabio Fazio, così come Stefano Bonaccini (presidente della regione Emilia Romagna), con accenti diversi, ritengono insufficienti ed eccessivi ad un tempo i provvedimenti ministeriali. Sotto accusa da una parte trasporti e scuola dall’altra ristoranti, teatri, cinema (che sono costretti a chiudere anzitempo nonostante avessero applicato misure anticovid). Lucia Azzolina, ministro della Pubblica Istruzione, spiega che tiene le scuole aperte perché più sicure degli affollamenti in strada o nei centri commerciali. Sarà pure vero ma se per recarsi a scuola gli studenti usano i mezzi pubblici che sono sovraffollati, aumenta il rischio contagio, le fa eco Fabio Fazio e scatta l’applauso spontaneo e liberatorio del pubblico.

Intanto, incuranti del dibattito politico, i contagi covid crescono a cifre più francesi che tedesche. I decessi aumentano e se si libera qualche posto in terapia intensiva è solo per effetto del vuoto dovuto a una vita che si spegne. Il collasso sanitario è più vicino di quello economico. Da qui il necessario “raffreddamento” a decreti.

La reazione delle persone è diversificata. C’è quella spaventata, scomposta, irrazionale, che scrive di “guerra civile” sui social. In massima parte qualunquista, che se la prende con i politici ma che, disistimandoli, non si è mai preoccupata di fare politica per migliorarla, per incapacità o egoismo, preferendo la vita privata alla vita pubblica o, al massimo, le attività sociali a quelle politiche.

Ci sono le proteste organizzate e violente in piazza che, come dice Vincenzo De Luca, sono fatte da “pezzi di camorra, pezzi di antagonisti, pezzi di neofascisti e pezzi di m…”, condannate comunque da tutti, “senza se e senza ma” dice Giorgia Meloni.

C’è speranza? Forse sì. “Pillole di ottimismo” è una pagina facebook  curata da un folto gruppo di persone impegnate in vari campi, molti dei quali scientifici, che ha come slogan “la paura controlla l’ignoranza, la conoscenza controlla la paura”. Oltre centomila persone seguono già la pagina. Il dottor Paolo Spada e il professor Luciano Butti sono tra i principali animatori.

In un post leggibile nella pagina, dopo una trattazione su quello che il medico deve fare nella cura del paziente affetto da neoplasia o leucemia, e come le cose possono cambiare se il medico si occupa anche dell’atteggiamento del paziente, si dà la ricetta per il paziente Italia affetto da covid:

-sostenere le persone che perderanno il lavoro a causa delle chiusure

-sostenere le persone che avranno una notevole riduzione del reddito a causa delle chiusure

-sostenere le piccole aziende, botteghe artigianali, esercizi commerciali e studi professionali che chiuderanno o ridurranno di molto l’attività a causa delle chiusure

-recuperare risorse per sanità pubblica, istruzione pubblica, pensioni, ricerca scientifica etc. (risorse che si ridurranno in caso di prevedibile caduta del PIL conseguente alle chiusure)

-quantificazione di questi fondi di “sostegno” all’economia ed al welfare sociale del paese, spiegando con chiarezza come verranno trovati ed a quali altre voci di spesa verranno tolti

-eliminare le disparità educative che la chiusura delle scuole crea sulla base del censo delle famiglie

-risolvere i problemi psicologici causati dalle chiusure, soprattutto in persone con pre-esistenti problemi sanitari

-ridurre l’aumento dei suicidi e degli abusi domestici associato ai lockdowns

“Non diciamo che sia facile farlo, esattamente come non è facile trattare una leucemia o gestire gli effetti collaterali di una chemioterapia aggressiva. Non è facile, ma lo si deve fare, e lo si deve fare adesso, perché non pensiamo che si possa risolvere un’emergenza sanitaria creando un’altra emergenza, di tipo socio-economico ma potenzialmente altrettanto grave. Altrimenti si rischia di fare l'equivalente di un medico che prescrive una terapia anti-tumorale senza tenere conto degli effetti collaterali”. Firmato Paolo Spada, Sara Gandini e Guido Silvestri.






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