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"In Sardegna no al metanodotto, a Cagliari no al rigassificatore"

Così, Alessandra Todde, sottosegretaria al Ministero dello sviluppo economico, a Cagliari per il convegno sulle strategie energetiche per la Sardegna

... di: Ilaria Isabella Musu 23.09.2020 | 141 | Tempo di lettura 5'

Venerdì 18 Settembre, presso Sardegna Hotel, Suites & Restaurant in via Lunigiana, a Cagliari si è tenuto l’incontro “Webinar, Strategie energetiche per la Sardegna” durante il quale si è discusso sulle necessità di adottare strategie energetiche a basso impatto ambientale per un futuro migliore. Il convegno è stato coordinato da Rossella Vacca ed organizzato da COBAS Cagliari (Sindacati Italiani), Italia Nostra Sardegna e USB Sardegna (Unione Sindacale di Base) con l’intervento della Sottosegretaria per lo sviluppo economico Alessandra Todde, Graziano Bullegas (Presidente Italia Nostra Sardegna), Luca Caschili (Assessore all’urbanistica-Carbonia), Antonio Muscas (Referente Cobas Cagliari e USB Sardegna), Domenico Scanu (Presidente ISDE Sardegna), Maurizio Onnis (Sindaco di Villanovaforru), Enrico Rubiu (USB-Unione Sindacale di Base) e Mauro Gargiulo (Italia Nostra). La tematica basilare del dibattito è l’importanza del rapporto tra la produzione dell’energia e l’ambiente, principalmente in Sardegna. Ci si è soffermati anche sul perché è importante la pianificazione di nuove strategie energetiche e quali energie rinnovali dover sfruttare maggiormente. Inoltre, si è discusso sullo sfruttamento dei gas naturali, in particolare il rapporto del metano e l’idrogeno.

Apre il dibattito Alessandro Bullegas, Presidente Regionale Italia Nostra che ha illustrato dei dati sulla produzione di energia in Sardegna; vengono prodotti 12 mila gigawattora di energia annue e ne consumiamo circa 8 mila. Italia Nostra propone un ricorso massiccio nell’energie rinnovabili e nelle aree già degradate dalla precedente attività antropica, inoltre sostengono sia necessario modernizzare la rete elettrica sarda ed esprimono il loro favore alla costruzione dell’elettrodotto tra la Sardegna e la Sicilia.

La Sottosegretaria per lo sviluppo economico, Alessandra Todde è intervenuta esponendo le iniziative prese dal governo riguardanti la situazione in Sardegna. Attualmente in Sardegna non è presente il metano, sono presenti invece due centrali di carbone una a Porto Torres e una a Portovesme essenziali per il mantenimento della rete elettrica in Sardegna. La Sottosegretaria individua due problemi; il primo consiste nell’impossibilità di spegnere le due centrali e il secondo riguarda la mancata bonifica delle aree industriali non ristrutturate, quindi il Governo si pone l’obiettivo di incentivare le industrie che si trovano in queste aree a rimanere secondo determinati criteri.

Luca Caschili, Assessore all’urbanistica di Carbonia, sostiene che la pianificazione energetica è sempre stata considerata “sovraordinata” perché deriva da una pianificazione economica. C’è sempre stato uno scollamento tra la pianificazione energetica e urbanistica e questo ha contribuito che la pianificazione energetica calpestasse quella ambientale. Ritiene che sin dall’inizio ci dev’essere un rapporto tra la organizzazione energetica e territoriale/ ambientale in modo tale da poter costruire un piano funzionale. Il punto cardine di un progetto è il contesto che detta le regole. Termina il suo intervento con una domanda per la quale ancora non si hanno risposte: “A valle del mancato inserimento dell’infrastruttura e della relazione fatta per l’analisi costi e benefici da RSE, non sarebbe forse il caso di usare tempo, energie, risorse che oggi sono attenti alla dorsale per promuovere alternative energetiche più rispettose del territorio e delle reali esigenze delle comunità locali?’”

A seguire Antonio Muscas, ingegnere e componente del Coordinamento Comitati Sardi, mostra solidarietà agli attivisti NOTAV, che sono stati processati per aver manifestato, i NOTAV sono contrari alla realizzazione di un’infrastruttura per l’approvvigionamento del metano in Italia, tematiche riguardanti anche la regione Sardegna. L’ingegnere sostiene che nel caso in cui si decidesse di trasformare 40 mila gigawattora di energie consumata all’anno in energia rinnovabile avremo il territorio disseminato di pale eoliche e sembra non essere la soluzione per il nostro territorio. Il problema che persiste in Sardegna è l’assenza di un piano strategico chiaro, per questo da attivista chiede che sia necessario dover stabilire un piano strategico in cui si stabiliscono le reali problematiche della regione e in seguito ridimensionare il fabbisogno elettrico.

Un aspetto importante emerso durante il dibattito è l’effetto che la produzione di energia ha sulla salute. L’obiettivo dei medici ISDE è sostenere la ricerca sulle cause delle malattie e impedire che insorgano. Vari dati dimostrano come in Sardegna l’insorgere di malattie sia legato alle scelte industriali, per esempio l’utilizzo del metano (o altri gas naturali) è responsabile di leucemie e altre numerose patologie, questo è ciò che ha espresso dottor Domenico Scanu, specialista in radiologia e rappresentate ISDE. Conclude rivolgendosi alla politica, chiedendo di cambiare l’unità di misura dei progressi industriali, non si può non tenere conto della salute del cittadino.

Segue il sindaco di Villanovaforru e attivista ambientalista Maurizio Onnis, richiama all’attenzione i sindaci che spesso non esprimono una posizione sui progetti riguardanti la propria città e questo avviene perché spesso non ci si informa.

Al termine dell’incontro sono intervenuti ponendo le domande alla Sottosegretaria diversi ospiti. Chiunque non abbia potuto seguire il convegno può trovare la registrazione sulla pagina Facebook: COBAS SARDEGNA e su YouTube:






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