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Editore: Cristian Mameli

QUEL GOLPISTA DI DONALD TRUMP

Da più parti mi chiedono se il presidente americano sia un c... (nel senso di persona inetta, poco avveduta, che non prevede le conseguenze dei propri atti per insufficiente intelligenza). Non fatevi abbindolare dagli abbigliamenti simili a chi versa ampolle nel Po. Il vecchio miliardario fallito si è tentato un putsch, con la complicità di qualche poliziotto corrotto o demente. Il colpo non è riuscito perché i “terroristi interni”, come li ha definiti Joe Biden, erano solo un migliaio. La Storia dirà se mi sbaglio. E intanto Renzi...

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di: Vincenzo Di Dino
17.01.2021 | 178 | Tempo di lettura 5'

La democrazia americana è salva, per il momento. Un gruppo di facinorosi cresciuti a videogiochi di guerra e serie tv di dubbio gusto hanno provato l’ebbrezza di trasfondere quanto visto sugli schermi, nella realtà.

Tutto è nato dal fatto che quattro anni fa i repubblicani americani hanno promosso un miliardario donnaiolo evasore fiscale, in combutta con stati esteri, a loro leader e presidente. Un soggetto che in quattro anni ha twittato migliaia di volte prima falsità, poi rigetto del verdetto elettorale fino a incitare i suoi sostenitori a una manifestazione nel luogo e il giorno in cui il Congresso ratificava l’elezione del democratico Joe Biden, quarantaseiesimo presidente USA.

Mettetevi nei suoi panni. A parte giocare a golf e spedire messaggi con piattaforme private che lo hanno bannato a vita, il tipo si annoia. Tornare alla vita “normale” di miliardario evasore col rischio di finire in galera non è una prospettiva esaltante. Meglio stare alla Casa Bianca. Pazienza se a costo di non rispettare la Costituzione americana.

Eravate convinti che i più ballisti fossero i politici italici? Forse. Ma poi Donald Trump ha preso in mano la situazione. Che gli è sfuggita, però. E dopo aver preso qualche milione di voti meno del suo sfidante, ha minacciato di non mollare la Sala ovale (a parte per giocare a golf, s’intende).

E’ arrivato a chiamare a raccolta i suoi elettori, sperando in una milionata di disgraziati che gli consentissero di stroncare sul nascere l’ascesa del presidente eletto. Il piano non gli è riuscito. Nel tempo, una parte di repubblicani si era già rifiutata di votarlo (McCain su tutti), altri ne hanno preso le distanze (Bush) fino a sconfessarlo dai suoi più nefasti propositi (il vicepresidente Pence, che probabilmente era uno degli obiettivi dei terroristi armati).

Anche i leader politici italiani che hanno indossato la mascherina dell’unico presidente americano ad aver ricevuto i due impeachment, seppur con ritardo e a cose fatte, si sono dichiarati contro la violenza. I suoi followers calano, perché non solo è perdente elettoralmente ma anche in quanto ha imboccato una strada giudicata pericolosa da buona parte di chi l’ha votato. Pure i social lo abbandonano anche se in modo discutibile (può una piattaforma privata decidere chi può parlare e chi no?) e dopo aver guadagnato dal suo traffico di fakenews quotidiane.

E’ dunque un c… come suggeriscono alcuni? No. Scientemente ha pensato di sospendere la democrazia (imperfetta) americana. Ha fatto sogghignare stati canaglia col suo comportamento delinquenziale. Ha rischiato di far sprofondare gli USA prima nel ridicolo e poi al livello di stati dittatoriali. Perfino siti dedicati al terrorismo lo attenzionano, come il Program on Extremism della George Washington University (in genere si dedicano al terrorismo in altri scenari geopolitici).

Il primo leader a complimentarsi con Biden fu l’amico di Trump, Johnson. L’ultimo fu l’altro amico, Putin. Nel mezzo tutti i leader europei impazienti di lavorare con Biden. Così come si sono dichiarati sollevati dal mancato golpe. E stiamo parlando di leader di destra come Merkel o von der Leyen, mica di comunisti (sempre che ne esistano ancora).

Chiudiamo con gli assaltatori. La rivoluzione delle pellicce (tutti benestanti) e pellicciotti (con corna di bufalo) è stata portata avanti da individui (probabilmente disturbati emotivamente, di sicuro politicamente) come Jacob Anthony Chansley Angeli (“ho obbedito agli ordini del Presidente” ha detto), di probabili ascendenze lucchesi (Toscana) e tatuato con simboli di sette complottiste demenziali di ispirazione di estrema destra delle quali non vale nemmeno la pena parlare. Arrestati a centinaia per insurrezione, molti erano armati e oltre a distruggere gli uffici di Capitol Hill, si indaga su chi volessero rapire o uccidere dei rappresentanti del Congresso.

Tutta questa tragica implosione di Trump e la presidenza a Biden avrebbe destato anche l’Europa dal torpore sovranista, Italia compresa. E i due anni che ci separano dalle elezioni politiche avrebbero potuto rappresentare il dimezzamento dei consensi della destra. Ma, c’è sempre un ma. Ecco che Renzi provoca una crisi di governo nel momento più tragico: 80 mila morti per covid, emergenza sanitaria, risorse per oltre 200 miliardi da distribuire.

“Un atto di delinquenza politica” dice Pino Aprile (giornalista e scrittore) “uno schiaffo al Sud e agli italiani”. Forse per spartirsi i soldi, provoca una crisi che rischia di rilanciare la destra nel momento in cui Trump cade, forse per sempre. Una lungimiranza politica di un leader di un partito da 2%.






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