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Guida pratica all'Erasmus

... di: Noemi Sabiucciu | 01.06.2020 | 529

Con l’acronimo ERASMUS si intende “European Comunity Action Scheme for the Mobility of University Students”, ovvero un programma di mobilità studentesca dell’Unione Europea iniziato nel 1987. Esistono differenti tipologie di intercambio ERASMUS, a seconda dei propri interessi:

  • Erasmus mundus: È rivolto a studenti, docenti e ricercatori, e prevede un periodo di studio in un paese straniero (non necessariamente all’interno dell’Unione Europea), o la frequentazione di un master o un dottorato congiunto all’estero.

  • Erasmus Placement o traineeship: Consente agli studenti iscritti ad un corso di laurea di primo e secondo livello, di svolgere un periodo di tirocinio dai 3 ai 12 mesi, presso imprese o centri di formazione e ricerca in uno dei Paesi Europei appartenenti al programma.

  • Erasmus + per programmi di volontariato: Il Servizio Volontario Europeo permette ai giovani di svolgere un’attività di volontariato internazionale (principalmente nei Paesi dell’area geografica europea ma anche in Africa, Sud America, Asia, Oceania) per un periodo che va da 2 a 12 mesi, adoperandosi come “volontari europei” in progetti locali in vari settori.

Quest’esperienza è accessibile a tutti gli studenti universitari regolarmente iscritti che ne facciano richiesta, e che possiedono i requisiti più specifici, stabiliti unicamente dalla propria università, per la partecipazione al bando.

Il periodo di studi all’estero deve essere in linea con le esigenze di apprendimento per la laurea (offre infatti anche la possibilità di comporre la propria tesi all’estero, nella lingua del paese di destinazione) o semplicemente per il proprio corso di studi all’interno del quale il programma deve appunto inserirsi. Perché lo studente possa effettuare l’ Erasmus +, deve necessariamente essere sottoscritto un accordo interistituzionale tra l’istituto di provenienza e quello di destinazione. Successivamente, una volta aver superato le selezioni della propria università, ed essere quindi riusciti a partecipare al programma, questa metterà a disposizione un numero limitato di borse di studio, che verranno assegnate per meritocrazia (un collegio di docenti realizzerà una media tra il numero degli esami sostenuti, i voti conseguiti e il punteggio ottenuto nella lettera motivazionale che vi verrà chiesto di realizzare durante l’iscrizione al bando). Il quantitativo economico vinto verrà poi stabilito su base reddituale e relazionato al costo della vita del paese di destinazione, e al periodo di tempo che si desidera svolgere.

Attenzione però, perché per poter partire, sarà necessario un attestato di livello di lingua come richiesto dall’istituto accogliente (lo troverete specificato all’interno dello stesso bando d’iscrizione al programma). Nel caso in cui già non si possegga il livello corretto, si dovrà sostenere un corso, solitamente messo a disposizione dalla propria università, ma può essere anche un corso privato, alla fine del quale si sosterrà un esame di verifica delle competenze, che vi permetterà di poter continuare il vostro percorso.

Successivamente andranno svolti una serie di passaggi prima, durante e dopo il periodo di mobilità. Elenchiamoli:

Prima della partenza:

  1. Il partecipante dovrà firmare un contratto di studio con l’istituto di destinazione e quello di provenienza, che garantirà trasparenza nei processi di scambio, definendo i diritti di tutte quante le parti interessate.

  2. Riceverà online una carta dello studente Erasmus + che gli spiegherà i diritti e i doveri in relazione al suo periodo all’estero.

  3. Con l’aiuto del referente Erasmus della propria università (solitamente un docente del corso), che si occuperà di guidare lo studente e approvare o discutere le sue scelte, si dovrà stabilire, a seconda della tipologia di Erasmus scelto, l’eventuale tesi di laurea (che dovrà essere attinente alla destinazione), l’azienda o l’impresa estera scelta, oppure gli esami che si hanno intenzione di sostenere (che dovranno essere sempre associati a un esame corrispettivo del proprio piano di studi). Le informazioni verranno inserite all’interno del modulo “Learning Agreement” nella sezione “After the mobility”, che si potrà trovare nella segreteria dell’università o nel sito internet della stessa, e che dovrà essere firmato, e quindi approvato, dallo studente, dal referente Erasmus dell’università di partenza e dalla sede estera ospitante, di modo che tutto il lavoro svolto possa poi essere certificato in maniera ufficiale alla fine del soggiorno. Tranquilli, nel caso in cui, una volta giunti nella sede estera, vi rendiate conto che gli esami scelti non sono di vostro gradimento o che la frequenza alle lezioni risulta ostacolata perché coincidenti agli stessi orari, potrete sempre modificare il Learning Agreement nella sezione “During the mobility”, eseguendo la medesima procedura antecedente alla partenza.

Tutto deve essere in linea con il proprio percorso di studio o i propri interessi.

Attenzione, se risultate vincitori di borsa di studio Erasmus +, per non perdere il sostegno economico (che in caso contrario, al rientro, dovrà essere restituito interamente all’ente dal quale vi è stato conferito), è necessario raggiungere il numero di CFU stabilito.

 

Durante il soggiorno:

  1. Giunto nell’università estera, lo studente dovrà far firmare al docente Erasmus di riferimento della sede, il “Certificato di arrivo”, e inviarlo alla propria università, che attesterà l’avvenuta accoglienza (attenzione sempre alle numerose date di scadenza). Questo permetterà di iniziare ufficialmente l’esperienza.

  2. Nel caso in cui lo studente voglia diminuire il periodo di soggiorno messo a disposizione dalla sede ospitante, dovrà compilare, firmare e far firmare dalla sede estera, il documento di richiesta di riduzione del periodo di mobilità, e consegnarlo all’università di provenienza.

 

Dopo il soggiorno:

  1. L’istituto di destinazione dovrà fornire allo studente (che poi si occuperà di inoltrarlo all’istituto di appartenenza) un fascicolo accademico che confermi il completamento del programma concordato.

  2. La sede estera dovrà inoltre fornire allo studente il cosiddetto “Transcript of records”, in cui si troveranno registrati gli esami sostenuti, i voti ottenuti e i CFU raggiunti.

  3. L’istituto di provenienza dovrà invece riconoscere e certificare i CFU (utilizzando i crediti ECTS o un sistema equivalente) come concordato nel contratto di studi prima della mobilità.




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