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Gioco d’Azzardo, il Teatro parla alla Generazione Alpha

A Cagliari le matinée di “GAP / rovinarsi è un gioco” e una replica serale per Teatro Senza Quartiere. Dal 2 al 6 dicembre 2025 il TsE di Is Mirrionis ospita lo spettacolo di e con Stefano Ledda, cuore del progetto “Sardegna | Rovinarsi è un Gioco”. In scena la storia di Emanuele, giocatore intrappolato nella spirale della dipendenza. Incontro finale con psicologi ed esperti dei SerD della Sardegna.

Il Teatro del Segno torna a porre al centro dell’attenzione uno dei fenomeni più insidiosi e diffusi degli ultimi anni: la dipendenza da gioco d’azzardo. Lo fa con “Gioco d’Azzardo: il Teatro parla con la Generazione Alpha” – parte del più ampio progetto Is Mirrionis / Teatro Senza Quartiere 2025 e del programma regionale “Sardegna | Rovinarsi è un Gioco 2025” – attraverso una settimana di matinée dedicate alle scuole e una replica serale, sabato 6 dicembre alle 19.30, fuori abbonamento.

Dal 2 al 6 dicembre al TsE di via Quintino Sella a Cagliari, ogni giorno alle 9.30 e alle 11.30 andrà in scena “GAP / Gioco d’Azzardo Patologico – rovinarsi è un gioco”, scritto, diretto e interpretato da Stefano Ledda. Lo spettacolo, ispirato a testimonianze reali e a casi di cronaca, racconta la parabola di Emanuele, giovane tipografo che, dopo un’apparente innocua vincita al videopoker, precipita in una spirale di dipendenza, bugie, debiti e isolamento.

La messinscena, costruita come un monologo punteggiato da flashback, mette a nudo la vulnerabilità del protagonista e, attraverso la sua storia, illumina una realtà ormai diventata una vera emergenza sociale. Il gioco d’azzardo patologico, riconosciuto dal DSM tra i disturbi del controllo degli impulsi, coinvolge infatti fasce sempre più ampie della popolazione, compresi i giovanissimi: un fenomeno reso ancor più pervasivo dalla facilità di accesso al gioco, anche online, e da una società sempre più segnata da precarietà economica e ricerca di scorciatoie illusorie.

Ogni matinée sarà seguita da un incontro con psicologi ed esperti dei SerD della Sardegna, per approfondire i meccanismi della dipendenza e fornire strumenti concreti di prevenzione. Un tassello fondamentale del progetto, che mira a riconoscere e decodificare i segnali d’allarme: irritabilità, isolamento, difficoltà nel gestire il denaro, tendenza ad aumentare il tempo e la frequenza del gioco.



Gioco d’Azzardo: il Teatro parla con la Generazione Alpha è rivolto prioritariamente alle studentesse e agli studenti di terza media e del primo triennio delle superiori, con ingresso gratuito grazie al sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e al patrocinio del Comune di Cagliari. Possono aderire anche le classi I e II media e il biennio finale delle superiori, con un biglietto non superiore ai 6 euro.

L’obiettivo è ambizioso: raggiungere fino a 1.100 spettatori in tre mesi, diffondendo attraverso il teatro e la comunicazione peer-to-peer una maggiore consapevolezza sul gioco d’azzardo patologico. Per i promotori, conoscere il fenomeno significa poterlo prevenire, riconoscendo sul nascere comportamenti a rischio e fornendo ai più giovani strumenti per proteggere sé stessi e i propri coetanei.

Il progetto si inserisce nel percorso pluriennale “Teatro Senza Quartiere / per un quartiere senza teatro” (2017-2026) del Teatro del Segno, con la direzione artistica di Stefano Ledda e la collaborazione della Parrocchia di Sant’Eusebio, del CeDAC, della Casa del Quartiere–Is Mirrionis, del Teatro Tages, dell’Accademia Internazionale della Luce, di Cittadinanzattiva Sardegna ODV ETS, dell’Orchestra da Camera “Johann Nepomuk Wendt”, della Compagnia dei Ragazzini e del media partner Kalaritana Media.

Nato come spettacolo teatrale, “GAP / rovinarsi è un gioco” è diventato negli anni il fulcro di una vasta iniziativa di sensibilizzazione, in grado di portare nelle scuole e nelle comunità un linguaggio capace di unire emozione, riflessione e partecipazione. Il teatro – luogo dell’hic et nunc, in cui l’incontro tra artista e pubblico produce un’esperienza condivisa – diventa così strumento potente per affrontare temi complessi e per creare occasioni di dialogo nei contesti scolastici, familiari e sociali.

In una società sempre più connessa ma spesso sempre più sola, segnata da fenomeni come bullismo, cyberbullismo e body shaming, progetti come questo intendono offrire ai giovani un’alternativa reale: uno spazio di confronto, ascolto e consapevolezza.

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