Dopo il toccante esordio con “I tre appuntamenti”, Antonio Borsa, informatore farmaceutico con un’anima da narratore, torna con un secondo romanzo che promette di lasciare il segno: Profumo di viole sfiorite. Il libro si presenta come un viaggio emotivo e simbolico, un’opera che mescola dramma, redenzione e un omaggio musicale a Max Pezzali, per parlare a chi, schiacciato dal peso della vita, ha pensato di arrendersi.
La storia ruota attorno a Ryan, un giovane che, devastato dalla fine di un amore, si toglie la vita. Invece di trovare l’oblio, si risveglia nella Valle, un purgatorio desolato dove un Angelo lo guida in un percorso di rivelazioni. Qui, tra ombre e visioni, Ryan incontra anime che hanno affrontato il dolore senza cedere. La Valle non è solo un luogo di espiazione, ma una vera aula della vita, dove ogni storia insegna che il suicidio non è una soluzione, ma una ferita che si propaga. Il protagonista si rivolge direttamente al lettore con un appello sincero: “Non mollare, potresti cedere sul più bello”. Un messaggio che riflette la missione dell’autore: offrire speranza a chi lotta contro delusioni amorose, lutti o difficoltà economiche.
Laureato in Scienze Biologiche e in Economia e Management, Borsa non è uno scrittore di professione, ma un informatore farmaceutico che ha trovato nella scrittura una via per elaborare il dolore e condividerlo. Dopo il successo di “I tre appuntamenti”, dimostra con questo secondo romanzo una maturità narrativa che va oltre l’esordio. Se il primo libro era un’esplorazione dell’amore e del rispetto, il nuovo lavoro si apre a una riflessione universale sulla resilienza, con un intento quasi terapeutico.
Un elemento distintivo del romanzo è il suo legame con la musica di Max Pezzali, icona degli anni Novanta e voce di intere generazioni. Borsa intreccia nella trama citazioni da canzoni come “Nessun Rimpianto”, “Come deve andare” e “Grazie mille”, utilizzandole per dare ritmo e profondità emotiva alla narrazione. La felicità viene descritta come “un’isola che non c’è”, richiamando quel senso di ricerca e perdita che permea molti brani del cantautore. L’omaggio musicale non è un semplice esercizio stilistico, ma un ponte diretto con il vissuto del lettore.
La prosa è diretta, quasi confidenziale, ma si arricchisce di passaggi poetici quando descrive il purgatorio o riflette sulla felicità. Il profumo delle viole sfiorite diventa un simbolo potente, un limbo che non punisce ma educa, trasformando il dolore in consapevolezza. I riferimenti a Peter Pan e alla difficoltà di crescere si fondono con le suggestioni musicali, creando un equilibrio tra nostalgia e introspezione.
Il romanzo affronta apertamente il tema della salute mentale e del suicidio, un tabù ancora troppo silenzioso. Con l’invito a “sposare il proprio dolore e andare avanti”, l’autore propone una risposta concreta alla disperazione. Il finale, con Ryan che parla direttamente al lettore, “Resta sul ring, ti assicuro che ne sarà valsa la pena”, colpisce con forza e delicatezza insieme.
L’impegno di Borsa va oltre la pagina. Partecipa a presentazioni pubbliche, incontri scolastici e conferenze dedicate a questi temi. È attivo sui social, dove condivide riflessioni e testimonianze. Per lui il romanzo è solo un punto di partenza. La vera sfida è generare empatia e consapevolezza. Profumo di viole sfiorite si propone così come un compagno di viaggio per chi cerca un motivo per andare avanti.

Ricevi le nostre ultime notizie da Google News
clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella.

