Il regista, animatore e sceneggiatore napoletano Enzo D’Alò, noto per i suoi lungometraggi d’animazione che celebrano la fantasia, ha rilasciato un’intervista a Dario Moccia in cui ha sottolineato l’importanza di una cultura differente riguardo all’animazione, sostenendo che non sia un genere rivolto esclusivamente ai bambini. I suoi film, spesso ispirati a opere letterarie, sono considerati un patrimonio culturale italiano, ricco di avventure e temi universali, e ritornano puntualmente durante le festività natalizie.
D’Alò, prima dell’avvento dei grandi colossi internazionali dell’animazione, aveva già sperimentato con linguaggi, ibridazioni e narrazioni visivamente ricche, accompagnate da musiche memorabili e personaggi che suscitano emozioni profonde. I suoi mondi sono popolati da creature che lottano per la libertà, animali che imparano a convivere tra specie diverse e bambini alla ricerca del loro posto nel mondo, con l’idea che l’immaginazione sia un atto di resistenza e che il tempo dell’infanzia debba essere preservato.
Tra le opere più significative di Enzo D’Alò, che ricorrono spesso durante il periodo natalizio, si annoverano cinque titoli: La freccia azzurra (1996), La gabbianella e il gatto (1998), Momo (2001), Opopomoz (2003) e Pinocchio (2012). Ciascun film narra una storia unica, ma tutti condividono la capacità di illuminare le festività con una combinazione di magia, ironia e sentimento.
La freccia azzurra: Ispirato al romanzo di Gianni Rodari, è un racconto sulla giustizia e sulla solidarietà, in cui i giocattoli che fuggono dal negozio della Befana simboleggiano un’idea di dono. Dario Fo e Lella Costa prestano le loro voci a Scarafoni e alla Befana.
La gabbianella e il gatto: Adattamento del romanzo di Luis Sepúlveda, narra il rapporto tra Zorba e la piccola Fortunata, offrendo una lezione sulla cura, l’accoglienza e il coraggio di crescere. Luis Sepúlveda doppia Il Poeta, Carlo Verdone è la voce di Zorba e Antonio Albanese quella del Grande Topo.
Momo: Trasposizione cinematografica dell’opera filosofica di Michael Ende, presenta i Signori Grigi come metafora della modernità che consuma il tempo. Erica Necci è la voce di Momo, Diego Abatantuono quella di Mastro Hora, Giancarlo Giannini interpreta il Presidente degli Uomini Grigi, Sergio Rubini il Vicepresidente e Neri Marcorè l’Uomo Grigio Agente 4587.
Opopomoz: Ambientato nel presepe napoletano, combina tradizione, ironia e spirito natalizio. Tra i doppiatori figurano Fabio Volo, Oreste Lionello e Tonino Accolla.
Pinocchio: Un adattamento visivamente ricco e fedele allo spirito di Collodi, animato da un immaginario che richiama le fiabe antiche.
Da Rodari a Sepúlveda: i capolavori d’animazione di D’Alò che fanno brillare le feste
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