Matteo Garrone, regista romano vincitore di numerosi premi, tra cui sette David di Donatello, due Grand Prix a Cannes e il Leone d’argento a Venezia, è una figura di spicco nel cinema italiano contemporaneo. Si distingue per la sua capacità di unire visione e realismo.
Fin dal suo esordio, Garrone, classe 1968, ha mostrato interesse per le “periferie esistenziali”, come le definirebbe papa Francesco. Marginalità fisiche e morali, raccontate con lucidità e senza compiacimento, con uno sguardo che ricorda quello di un antropologo dietro la macchina da presa. Il suo linguaggio è asciutto e alieno a qualsiasi forma di estetizzazione della violenza.
Garrone ha contribuito a un modello di cinema civile che ha superato i confini italiani, rivolgendosi a un pubblico internazionale. Un cinema radicato nella realtà, ma con una forte componente immaginifica. Questa caratteristica emerge in cinque delle sue opere.
Tra i suoi lavori più noti figura Gomorra, film del 2008 ispirato all’omonimo libro di Roberto Saviano. La trama è composta da cinque storie che si sviluppano parallelamente. Il punto di partenza è una strage in un salone di bellezza.
Uomini della camorra vengono uccisi in un salone di bellezza da alcuni killer. A questo episodio seguono diverse linee narrative che, senza incrociarsi direttamente, delineano il sistema camorristico.
Un altro film di successo è Reality (2012), vincitore del Grand Prix a Cannes. Questa commedia grottesca esplora l’influenza dei reality show. Reality, ispirato a una storia vera, narra di Luciano, un pescivendolo napoletano che cerca di entrare nella casa del Grande Fratello.
Luciano, che intrattiene i clienti con la sua vena comica, viene spinto dai familiari a partecipare ai provini. L’attesa si trasforma in ossessione, portandolo alla paranoia. Da menzionare anche Il racconto dei racconti. Tale of Tales, film a episodi del 2015.
Il racconto dei racconti, debutto di Garrone in lingua inglese, è un adattamento della raccolta di fiabe “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile. Il film, vincitore di sette David di Donatello, è composto da tre episodi tratti dai racconti di Basile: La cerva, La pulce e La vecchia scorticata.
Nel 2018 è uscito Dogman, ispirato al delitto del Canaro: l’uccisione di Giancarlo Ricci da parte di Pietro De Negri nel 1988. Nel 2023, Garrone ha diretto Io capitano, film sull’emigrazione africana verso l’Europa.
Io capitano racconta il viaggio di due adolescenti senegalesi, Seydou e Moussa, che sognano di raggiungere l’Europa. Contro il volere delle famiglie, affrontano il deserto, i trafficanti, le carceri in Libia e la violenza dei miliziani.
Il viaggio si trasforma in una lotta per la sopravvivenza. Quando l’imbarcazione dei migranti rischia di affondare, Seydou prende il timone e si improvvisa “capitano” per salvare tutti. Inizia così il suo percorso da ragazzo sognatore a giovane adulto costretto a scelte dolorose per mantenere viva la speranza.
Matteo Garrone: cinque opere che hanno segnato il cinema italiano contemporaneo
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