Dopo dodici anni di assenza dal cinema narrativo, il regista Peter Jackson ha rivelato il motivo del suo allontanamento da Hollywood. L’ultima sua regia risale al 2014 con il film Lo Hobbit. La causa principale è la scomparsa del direttore della fotografia Andrew Lesnie, avvenuta nel 2015.
In occasione del venticinquesimo anniversario de Il Ritorno del Re, Jackson ha spiegato che la perdita di Lesnie ha avuto un impatto profondo sul suo percorso creativo. Lesnie, scomparso prematuramente, era il direttore della fotografia con cui Jackson aveva collaborato a lungo, definendolo “l’occhio attraverso cui Jackson guardava il mondo”.
“Perdere Andrew è stato per me un colpo terribile. Non è stata una decisione consapevole”, ha affermato il regista. Jackson ha ammesso di aver evitato di dirigere film drammatici perché avrebbe dovuto lavorare con qualcuno che non fosse Lesnie.
Negli ultimi dieci anni, Jackson si è dedicato principalmente al restauro di materiale d’archivio, realizzando documentari come They Shall Not Grow Old e Get Back. Il regista ha utilizzato tecnologie avanzate per manipolare il passato, quasi come se fosse un modo per non affrontare un presente senza il suo collaboratore di fiducia.
Questo periodo gli ha permesso di evitare il confronto con la necessità di costruire un nuovo sodalizio visivo e di trovare un altro complice che comprendesse la sua visione artistica, caratterizzata da grandangoli estremi e luci pittoriche.
Il regista ha infatti confermato di essere al lavoro su ben tre sceneggiature. Resta da vedere se il suo approccio artistico sarà influenzato dal tempo trascorso nei laboratori di restauro.
Il lungo periodo di assenza dalle riprese è stato caratterizzato dalla ferita tecnica e umana dovuta alla perdita del collaboratore.
Che fine ha fatto Peter Jackson?
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