Il 2 dicembre 2025 è stata pubblicata una recensione del film Troll 2, diretto da Roar Uthaug e disponibile su Netflix. L’articolo valuta il film come spettacolare ma meno coraggioso del primo, esplorando temi di mito, azione e identità nazionale.
Troll 2 è disponibile su Netflix, confrontandosi con il successo del precedente film di Roar Uthaug e con il film omonimo del 1990. Il film viene descritto come un prodotto solido e spettacolare, ma che fatica a trovare una vera identità, apparendo come un sequel ben costruito ma privo del senso di scoperta del predecessore.
La trama segue Nora Tidemann, interpretata da Ine Marie Wilmann, impegnata nella ricerca di suo padre Tobias, studioso di troll. Andreas, ex portavoce del governo, la convince a visitare una centrale elettrica dove è custodito un troll ibernato. La creatura, chiamata “megatroll”, si risveglia e cerca vendetta contro la Norvegia, spingendo Nora, Andreas, la scienziata Marion e il militare Kris a tentare di fermarlo, seguendo le tracce del re Olav.
Uthaug, secondo la recensione, combina esplorazione e mistero con le leggende nordiche, ottenendo un risultato diseguale. L’idea di narrare la storia dal punto di vista dei troll, vittime di persecuzioni religiose, è considerata affascinante, ma il film non approfondisce questo tema, accennando a una riflessione sulla colpa storica e sulla cancellazione culturale per poi concentrarsi sull’intrattenimento.
I personaggi sono descritti come privi di conflitto, con dialoghi intercambiabili. Il rapporto con i troll è presentato come contraddittorio, e la distinzione morale tra troll “buoni” e “cattivi” risulta vaga.
Visivamente, Troll 2 è descritto come sontuoso, con un megatroll credibile e sequenze d’impatto. Trondheim offre uno scenario suggestivo per il finale.
La regia viene considerata prudente, con un ritmo rallentato da spiegazioni. Rispetto al primo film, il senso di meraviglia è meno presente e l’ironia e la poesia risultano attenuate.
Nonostante ciò, Troll 2 è valutato come un esperimento interessante nel panorama dei blockbuster scandinavi, spettacolare senza essere volgare e con effetti visivi convincenti. Tuttavia, manca di un affondo politico o di una riflessione sul rapporto tra uomo e natura, risultando elegante ma incompiuto.
Il bilancio è quindi ambivalente: Uthaug conferma le sue capacità visive ma non riesce a dare alla saga una nuova anima, rimanendo un intrattenimento piacevole ma prevedibile.
Troll 2: la recensione del sequel firmato Roar Uthaug (su Netflix)
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