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Cento ritratti nostalgici: “Imperdonabili” di Marcello Veneziani

9 Dicembre 2017. Presso la fondazione Sardegna di Cagliari Marcello Veneziani, giornalista, editorialista e saggista, ha presentato il suo ultimo libro"Imperdonabili". A coordinare la conversazione ed il dibattito con il pubblico l'avvocatessa Enrica Anedda Endrich (associazione culturale “Cagliari in corto”) e il giornalista Roberto Casu.

Definito dal suo autore come una "spremuta di una vita di lettore", il saggio è un ritratto significativo di cento intellettuali, fra poeti, filosofi e grandi giornalisti, che hanno influenzato il pensiero moderno del novecento e non solo; Dante, Petrarca, Machiavelli, Gentile ed Evola sono solo alcuni esempi. Veneziani si rivolge loro, rispettosamente, chiamandoli "fratelli", ed in qualche caso, come per Gramsci, Eco, Bobbio e Marx, "fratellastri", sottolineandone la lontananza ideologica ma l'importanza nella sua formazione, grazie alla quale ha potuto sviluppare un pensiero non militante. Ricorda le vite di questi straordinari personaggi, "imperdonabili" perchè fuori dal loro tempo e contesto, ognuno dei quali ha posseduto, e possiede, il grande pregio di essere inattuale. Chi è al passo coi tempi, spiega il giornalista, lo è perchè si allinea al pensiero conforme, e peggio, lo fa per trarne cospiqui benefici. E' questo il destino di politici, intellettuali e pensatori moderni che, con pochissime eccezioni, dipinge quali complici del diretto passaggio da P.C., Partito Comunista, a P.C., ovvero Politically Correct, pedagogico e autoritario. Il progetto comunista, il "totalitarismo buono", è fallito politicamente, ma 'vive e lotta insieme a noi' nell'appiattimento di una cultura globale.

Nella sua idea di portare la cultura alle masse, sostiene Veneziani, Gramsci scartava tutto ciò che è tradizione, religiosa e laica, e squalificava sostanzialmente tutta la cultura italiana, non conforme al suo catechismo ideologico. Il gramscismo ha conquistato la cultura italiana, contribuendo ad una drammatica perdita di identità. Questa chiusura della mente ha poi portato ad un rifiuto di valutazioni culturali 'altre' rispetto a quella dominante, impoverendo il confronto ed il sano dibattito costruttivo.

Il marxismo dell'ateismo pratico, della liberazione dalla storia e dalla tradizione ha vinto. L'obbiettivo di rendere la massa colta e benestante si è tradotto in una ignoranza opulenta: chi è politicamente di sinistra legge solo letteratura di sinistra, chi è di destra è più imparziale e non legge proprio.

I cento "imperdonabili" sono ricordati con estrema nostalgia, specialmente in ragione della miseria culturale che affligge il nostro tempo, un'attualità definita dall'autore "informe e deprimente". Il pensiero digitale non fa che impoverire i contenuti, sottraendo tempo alla lettura sulla carta stampata, della quale nel saggio si fa un lungo elogio.  

 

Riprese a cura di Francesca Pola

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