di Donatella D’Addante

Un’efficace illustrazione di come fattori culturali, migrazioni e costituzione di popolazioni geneticamente individuabili possano essere tra loro interconnessi è quella derivante dalla diffusione dell’agricoltura in diverse parti del pianeta a partire dalla rivoluzione agricola dell’VIII millennio a. C. Secondo gli studiosi, la diffusione di alcune famiglie linguistiche particolarmente numerose, tra cui quella indo-europea, fu una conseguenza della diffusione dell’agricoltura ad opera di alcuni gruppi. L’adozione dell’agricoltura in diverse aree del pianeta e in tempi differenti si tradusse in un incremento della popolazione. A tale incremento demografico seguì, da un lato un’espansione territoriale che portò in aree sempre più vaste alla sostituzione della caccia-raccolta con l’agricoltura; dall’altro la lingua degli agricoltori andò diversificandosi in seguito all’incontro con gli idiomi delle popolazioni preesistenti. Tutte queste lingue verrebbero a formare così quella che viene chiamata una ‘famiglia linguistica’. La distanza genetica tra le popolazioni non trova però alcun corrispettivo nelle differenze culturali che le popolazioni presentano. Alla distanza genetica (e linguistica) non corrisponde cioè una distanza culturale commensurabile. Questo perché i tratti culturali non linguistici non sono stabili, isolabili e databili alla maniera di quelli genetici da un lato e di quelli fonetici e grammaticali dall’altro. Un esempio di questo fatto può essere offerto dai Baschi del nord della Penisola Iberica e della Francia meridionale. Gli studi di genetica concordano nell’individuare nei Baschi una popolazione molto distante (geneticamente) dal resto delle altre popolazioni europee. Secondo alcuni studiosi, i Baschi potrebbero essere i discendenti di una popolazione paleolitica presente in Europa prima delle ondate migratorie che, provenienti dal Medio Oriente, introdussero l’agricoltura in Europa circa 6500 anni fa. Per altri studiosi, invece, essi sono i discendenti di una popolazione isolatasi sui Pirenei all’epoca delle invasioni dell’Età del ferro dall’Est europeo (circa 3000 anni or sono). In ogni caso sembra che i Baschi siano i discendenti di popolazioni preindoeuropee. Geneticamente i Baschi mostrano una certa somiglianza genetica con i Sardi (la cui lingua è però indoeuropea), ma soprattutto con alcune popolazioni dell’area del Caucaso. Pur essendo di origine ignota e non classificabile all’interno di alcuna famiglia linguistica attualmente riconosciuta, la lingua parlata dai Baschi (che si definiscono Euskaldunak) mostra qualche affinità con alcune lingue dell’area del Caucaso, parlate da discendenti di popolazioni molto antiche, come appunto gli stessi Baschi. Nonostante queste affinità genetiche e linguistiche, tra Baschi e Caucasici, non esiste un qualche elemento culturale comune a entrambe le popolazioni che sia individuabile con altrettanta sicurezza dei dati genetici e linguistici da esse condivisi. Infatti pare non esistere alcun elemento o modello culturale comune a entrambe che possa essere fatto risalire alla stessa epoca in cui presumibilmente le due popolazioni si staccarono geneticamente e linguisticamente dal resto delle popolazioni dell’Europa. Geni e lingue cambiano anch’essi, ma a una velocità infinitamente minore rispetto a quella con cui mutano comportamenti, usanze e modelli culturali.

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