Le aree culturali

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di Donatella D’Addante

Il grande sviluppo delle ricerche etnografiche nel corso del Novecento ha indotto gli antropologi a sistematizzare le conoscenze acquisite secondo il criterio delle aree culturali. Un’area culturale è una regione geografica al cui interno sembra plausibile comprendere una serie di elementi sociali, culturali, linguistici, ecc. relativamente simili. La suddivisione del mondo per aree culturali deve essere considerata, soprattutto oggi che siamo in presenza di processi sempre più intensi di interazione tra popolazioni, come puramente indicativa delle maggiori differenze socio-culturali riscontrate dall’antropologia nel periodo aureo dell’etnografia. In anni recenti alcuni antropologi hanno messo in evidenza come una considerazione troppo letterale di tali aree possa portare a effetti di irrigidimento della realtà culturale, la quale è invece assai più fluida e “meticcia” per sua natura. Il rischio di prendere troppo sul serio la ripartizione del mondo in aree culturali è quello di “essenzializzare” tali aree e le società che ne fanno parte. Infatti molto spesso le aree culturali vengono caratterizzate per gli elementi particolarmente rilevanti di alcune società e culture studiate in maniera approfondita dagli antropologi, elementi che vengono poi considerati tipici dell’intera area. L’Africa è stata, ad esempio, ritenuta per molto tempo rappresentativa di alcune forme “classiche” di organizzazione sociale quali il lignaggio e la tribù; l’India il “luogo” delle caste per antonomasia; il Sudamerica amazzonico il luogo delle società fondate sulle metà matrimoniali e su un elaborato sistema mitico. Con questo criterio la Melanesia è diventata, invece, l’area in cui la manipolazione delle sostanze corporee viene connessa con quella delle dinamiche sociali e cosmiche; la Polinesia è stata eletta a luogo per eccellenza dei meccanismi della reciprocità economica; il Medio Oriente l’area dell’onore e della vendetta; la Cina della pietà filiale e così via di seguito. La scelta di uno o più elementi socio-culturali come rappresentativi delle società comprese in determinate aree, ha finito quasi sempre per creare una distinzione tra società e culture più rappresentative e meno rappresentative delle aree in questione. Si corre il rischio di presentare le società più rappresentative di una certa area culturale come se si trattasse di società statiche, al di fuori della storia e sottratte a qualunque processo di trasformazione. Il fatto di privilegiare certi elementi culturali e certe società, perché più rappresentativi di una certa area culturale, comporta la messa in ombra di tanti altri elementi e di tante altre realtà sociali. La considerazione di questi ultimi dovrebbe invece favorire un’analisi più articolata e maggiormente problematica delle relazioni tra le società e le culture di quell’area medesima, e tra queste ultime e le culture e le società appartenenti ad altre aree culturali.

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