Genitori e figli. Alcool, selfie e sesso

Tutti i giorni in vari ambiti si parla dei più giovani, definiti generazione Z, con i loro usi e costumi. Nativi digitali, spesso descritti come superficiali, vuoti. Privi di valori, succubi dell’apparenza, plagiati dal mercato, alimentato dai vari influencer.

Parlano di loro gli esperti fra sociologi, pedagogisti, psichiatri e insegnanti nell’ambito della scuola, gli osservatori sui cambiamenti della società.

Proprio nei giorni scorsi Paolo Crepet psichiatra, ha diretto uno studio realizzato in collaborazione con IPSOS, analizza il tema «Generazione Z e social, fra legami liquidi e nuove comunità».

Ha dichiarato che i genitori di oggi per abitudine e modo di fare non si discostano troppo dai propri figli: “chattano tutto il giorno sui social, si mettono in posa per le fotografie, si fanno i selfie. Questa fratellizzazione genitoriale non è mai successa nella storia dell’umanità”, dice l’esperto.

Con questa mia riflessione voglio rincarare la dose.

In questi ultimi 50 anni il modo di educare i figli è stato stravolto in modo totale. Fino a pochi decenni fa esisteva una distanza morale e fisica fra genitori e figli. Invalicabile.

I genitori di ogni ceto sociale e cultura non volevano e non avevano la necessità di condividere il proprio tempo libero, quando c’era, come individui adulti con i propri figli piccoli. Il tempo libero dei genitori era per i genitori. Giocavano a carte, andavano al cinema, un gelato dopo cena d’estate al bar, la stessa tv, da un certo momento in poi, prevedeva che dopo il carosello, fosse vista solo dagli adulti.

In molte famiglie addirittura negli anni ’60 o’ 70 i bambini cenavano la sera, prima del rientro del padre dal lavoro, che fosse operaio o dirigente. Infatti a quell’epoca spesso i padri durante la settimana vedevano i figli da addormentati, mentre dormivano o la mattina presto o la sera tardi.

Dalla fine degli anni ’70 complice una certa pedagogia e psicologia, si è cominciato a sostenere che in questo modo di essere genitore, così distante per tempo e qualità, si annidasse la possibilità di una vita triste e infelice per i propri figli, futuri adulti.

Così, poco alla volta, le nuove generazioni di genitori hanno reso partecipi i propri figli di tutto il loro tempo liberocon gusti e preferenze annessi: le cene in casa con amici e fuori, le bevute, gli atteggiamenti intimi fra coniugi o partner, il parlare davanti a loro, per forza di cose, di tutto anche di argomenti non adatti e in tempi più recenti, con il numero crescente di separazioni e divorzi, i figli sono esposti alla vita sentimentale e passionale dei propri genitori con i nuovi partner. Disinvoltura sentimentale e fisica.

In ultimo, non solo la vita sociale reale viene condivisa in tutto e per tutto con i figli sempre presenti, ma anche quella virtuale. Oggi un qualunque genitore di 30, 40, 50 e pure 60 anni con figli dai dai 16 anni, ha cresciuto i propri figli con gli aperitivi a base di spreez e alcool, bevuti magari con i genitori dei compagni, i selfie, le foto, magari provocanti di madri single o meno, di padri con la vanità fisica o materiale sempre ben in evidenza che si tratti di un’auto, una barca o un viaggio. In una parola “Apparire” belli, giovani e benestanti.

Ecco allora, io mi chiedo e vi chiedo, con dei genitori di questo tipo, pur ammettendo le normali eccezioni, come possiamo poi stupirci se già dalla pubertà abbiamo giovanissimi che bevono, (emergenza alcool sempre in crescita fra i giovanissimi) approcci sessuali già dai dodici anni, la mania di apparire sui social con video ammiccanti e sensuali da parte di preadolescenti con il plauso delle madri e dei padri se riescono a ottenere molti like e visualizzazioni?

A parole non c’è genitore al mondo che non sappia che i figli sono delle spugne, specie da piccoli. Assorbono tutto quello che vedono dai 0 ai 10 anni, e poi saranno inevitabilmente quello che hanno visto dentro casa prima e poi fuori, dove troveranno altri coetanei, che hanno visto e assorbito lo stesso incredibile scenario.

Il segreto dunque sta nel rivedere la modalità di confidenza con i propri figli. Inutile dare la colpa al sistema, alla scuola, ai social, al modello berlusconiano di TV, se poi i primi a viverlo e a proporlo ai propri figli sono i genitori in casa dal vivo.

Quanti di voi hanno cresciuto l’infante col biberon in una mano mentre con l’altra eravate impegnati a bere una bella birra con gli amici?

Quel bambino/a vi ha osservato per 10/12 anni e ora trova legittimo fare altrettanto con i suoi amici.

50 anni fa non c’ era un solo genitore al mondo a farsi un bicchierino davanti ai figli. Non perché non bevesse, lo facevano eccome, ma i figli non c’erano. Dormivano.

Se davvero vogliamo una generazione di nuovi giovani più sobria, meno succube dei social, concentrata su valori esistenziali che portino la vita verso la direzione giusta, i genitori devono necessariamente rivedere le loro abitudini e il loro modo di porsi con i figli.

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2023-06-16

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