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Bolate e Concomprimete: aziende disponibili per lavoro detenuti

Una delegazione di aziende della rete Confimprese si è recata presso il carcere di Bollate a Milano il 20 gennaio 2026, per valutare la possibilità di assumere detenuti ammessi a lavorare all’esterno (art. 21).

L’iniziativa nasce nel contesto di una carenza di personale nel settore della vendita al dettaglio e del commercio, stimata in 10.000 unità tra addetti alle vendite, impiegati e altre figure professionali. Confimprese, con 500 marchi commerciali, 100.000 punti vendita e più di 1 milione di dipendenti, intende offrire opportunità di rientro al lavoro. Il Carcere di Bollate è da tempo un punto di riferimento per i detenuti che cercano lavoro e per le aziende interessate. Attualmente, tredici aziende operano all’interno del carcere, impiegando circa 200 detenuti. Tra le aziende presenti alla visita figuravano Eataly, L’Erbolario, Nau! e La Piadineria.

Il direttore di Bollate, Giorgio Leggeri, ha dichiarato che tali iniziative contribuiscono “a vedere il carcere come una possibilità piuttosto che come un peso”. Ha inoltre sottolineato l’importanza di “mantenere obiettivi come quello di dare opportunità alle persone”, definendo le carceri “una fonte di energia” anziché di rischio.

Mario Lesca, presidente di Confimprese, ha evidenziato come l’impiego di detenuti rappresenti “non solo una scelta etica, ma anche una soluzione organizzativa sostenibile che ha ricadute positive in termini di regolarità contrattuale, formazione, sostegno e riduzione della recidiva”.

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