Giacomo Matteotti, attualità di un difensore della democrazia e  del Parlamento, a cent’anni dalla sua morte.  

Il 26 giugno 2024 si è tenuto a Cagliari, nella sala della Fondazione Enrico Berlinguer, di via Emilia 39, un dibattito pubblico dedicato a Giacomo Matteotti, difensore della democrazia e del Parlamento, assassinato da un commando fascista cent’anni fa, organizzato dalla Fondazione Enrico Berlinguer e dal CSC di Cagliari della Società Umanitaria – Cineteca Sarda.

L’incontro, molto appassionato e partecipato, coordinato da Gian Piero Liori e Angela Testone, del comitato scientifico della Fondazione Berlinguer, è stato introdotto dagli interventi del Presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, e dal Sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, ai quali è seguita la proiezione del documentario “Figure dell’antifascismo: Giacomo Matteotti”, di Arturo Colombo e Giorgio Romano – con la presentazione di Antonello Zanda, direttore del CSC di Cagliari della Società Umanitaria – Cineteca Sarda – contenente testimonianze e interviste a Pietro Nenni, Umberto Terracini, Giorgio Amendola, Pietro Scoppola, Gaetano Arfé, Denis Mack Smith, Paolo Alatri e don Lorenzo Bedeschi, realizzato nel 1976 in occasione del cinquantenario dell’assassinio dello statista avvenuto il 10 giugno 1924 a Roma mentre si dirigeva alla Camera dei deputati per preparare il suo intervento sull’autorizzazione dell’esercizio provvisorio del bilancio statale.

Il documentario, di grande valore storico e politico, ricostruisce fedelmente, con tanto di testimonianze, l’aggressione avvenuta sul lungotevere. Una Lancia Trikappa nera in sosta con a bordo una squadra fascista capeggiata da Amerigo Dumini, che quel pomeriggio del 10 giugno 1924 rapiva Giacomo Matteotti caricandolo in auto per poi accoltellarlo durante il pestaggio avvenuto nell’abitacolo. “Uccidete pure me, ma l’idea che è in me non la ucciderete mai” sono le ultime parole pronunciate ai suoi assassini da Giacomo Matteotti durante l’aggressione prima di morire, ancora oggi più che mai attuali, che costituiscono in sintesi il testamento politico e ideologico del grande statista antifascista italiano.

Dopo la proiezione del docufilm è intervenuto Giorgio Benvenuto, sindacalista, attualmente presidente della Fondazione Bruno Buozzi e già parlamentare e segretario generale della UIL, il quale di Matteotti ha ricordato la sua straordinaria, purtroppo poco discussa, attualità nel contrastare i soprusi, la violazione dei diritti, l’arroganza del potere fascista e dei fascisti. Uomo di grande spessore e coraggio politico, che nel suo ultimo discorso alla Camera tenutosi il 30 maggio 1924 ebbe a denunciare l’irregolarità delle ultime consultazioni elettorali per il rinnovo della Camera dei deputati del 6 aprile 1924 per brogli elettorali. Furono, ricorda Benvenuto, le ultime elezioni multipartitiche a sovranità popolare svoltesi in Italia prima dell’avvento della dittatura fascista in cui le donne ancora non avevano il diritto di voto. La campagna elettorale e le elezioni tenutesi con una legge elettorale, cosiddetta Acerbo (n. 2444 del 18 novembre 1923), un proporzionale con voto di lista e premio di maggioranza “bulgaro”, furono segnate da un clima di intimidazione e da ripetute violenze da parte dei sostenitori del Partito Nazionale Fascista, denunciate, come già riferito, con grande coraggio nella seduta parlamentare del 30 maggio dal segretario socialista Giacomo Matteotti: <<… Ora, contro la loro convalida noi presentiamo questa pura e semplice eccezione: cioè, che la lista di maggioranza governativa, la quale nominalmente ha ottenuto una votazione di quattro milioni e tanti voti… (Interruzioni)” “… cotesta lista non li ha ottenuti, di fatto e liberamente, ed è dubitabile quindi se essa abbia ottenuto quel tanto di percentuale che è necessario (Interruzioni e Proteste) per conquistare, anche secondo la vostra legge, i due terzi dei posti che le sono stati attribuiti!>>.

Giacomo Matteotti, ricorda ancora Benvenuto, era segretario della CGIL di Ferrara, nasce sindacalista delle mondine e degli agricoltori. Con Matteotti, la lotta storica delle mondine e dei braccianti vercellesi, culminata con lo sciopero più lungo della storia del proletariato vercellese, durato 54 giorni consecutivi, si era conclusa con la conquista del cosiddetto “imponibile di manodopera”: otto lavoratori occupati ogni cento giornate di terra, strumento che la CGIL successivamente, dal secondo dopoguerra in poi, ha sviluppato e portato avanti, sino alla sua attuale disciplina dichiarata costituzionalmente legittima dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 121/2019 del 17 maggio 2019.

Giacomo Matteotti, ricorda ancora Benvenuto, va ricordato anche per aver praticato il cosiddetto “sciopero alla rovescia”, forma di lotta operaia e contadina sviluppatasi in Italia. Mentre nelle forme tradizionali di sciopero, spiega Benvenuto, i lavoratori si astengono dal lavoro, perdendo in tal modo la relativa retribuzione, nello “sciopero a rovescio” i lavoratori prestano il proprio lavoro gratuitamente per realizzare opere di pubblica utilità, oppure occupando terre incolte o mal coltivate per metterle a coltura, senza previ accordi con i proprietari, violandone i diritti di proprietà.

Atti rivoluzionari per quegli anni che hanno fatto di Matteotti, anche per i suoi compagni di partito, un uomo politicamente solo, scomodo e a tratti “pericoloso” perché intellettualmente onesto, libero, autonomo e indipendente. La formazione universitaria, la scelta dell’impegno politico, la costruzione delle Società di Mutuo Soccorso, la determinazione nel tentare di difendere l’unità del movimento operaio, prosegue Benvenuto, fanno di Giacomo Matteotti un esempio di azione politica ancora attuale da indicare come esempio alle nuove generazioni.

Accanto a lui, ha concluso Benvenuto, per tutta la vita, sua moglie, Velia Titta, donna di grande coraggio e onestà intellettuale, perseguitata anche dopo la morte di Matteotti, che, chiamata a riconoscere le spoglie di suo marito, riportate alla luce due mesi dopo la sua morte, volle baciarle nonostante il suo stato avanzato di decomposizione; e che, durante il processo Matteotti iniziato il 16 marzo 1926 contro gli assassini di suo marito, decise di abbandonare, indignata, l’aula della Corte d’Appello di Chieti in segno di protesta per le dichiarazioni rese durante il dibattimento dall’Avv. Roberto Farinacci, gerarca, figura di riferimento del fascismo “intransigente”, difensore di uno degli imputati-assassini, Amerigo Dumini, e tra i parlamentari che più volte interruppero il discorso di Giacomo Matteotti alla Camera del 30 maggio 1924 nel corso del quale, come già ricordato, il deputato socialista accusò i fascisti di aver vinto le elezioni con brogli elettorali.

Questa la cifra del dibattito su Giacomo Matteotti e dell’appassionato discorso di Benvenuto, proseguito con gli interventi di Beatrice Muscas, sindaca di Samassi e di Barbara Pusceddu, sindaca di Sinnai, nonché dell’Associazione Articolo 21 di Cagliari, che, a voce del suo rappresentante, ha portato il saluto del coordinatore nazionale dell’Associazione, Giuseppe Giulietti. Nel dibattito finale è intervenuto Ottavio Olita, noto e stimato giornalista e scrittore, che di Giacomo Matteotti ha tratteggiato la figura di uno statista moralmente ed eticamente intransigente il cui “rigore morale e politico derivava da valori costruiti fin da giovane”. “Studio, conoscenza, coraggio, dignità”, valori, per il giornalista, ancora attuali, da promuovere e portare come esempio alle nuove generazioni.

Ha concluso i lavori il Presidente della Fondazione Enrico Berlinguer, Salvatore Cherchi, il quale ha preannunciato nuove iniziative sui valori della costituzione antifascista e sul determinante ruolo storico politico svolto da Giacomo Matteotti.

Autore

  • Giuseppe Speranza

    avvocato civilista dal 2000. Mediatore civile commerciale e iscritto all'Albo Speciale degli Avvocati ammessi al patrocinio dinanzi alla Corte di Cassazione ed alle altre Giurisdizioni Superiori. è stato giudice onorario presso il Tribunale civile di Cagliari Sezione distaccata di Sanluri. Ha collaborato per la Rivista Giuridica Sarda diretta dal Prof. Avv. Angelo Luminoso. Collabora per la rivista La Testata.it dal mese di febbraio 2023 dove è autore della rubrica “Diritto & Società”.

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2024-07-10

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