Il 19 gennaio 2026, presso la Cancelleria della biblioteca intitolata al magistrato medaglia d’oro al valor civile, è stato presentato il documento della Fondazione Vittorio Occorcio “Deregulation vs. Regulatory: Scenari transatlantici nell’alta tecnologia” (a cura di Oreste Policino e Giovanni de Gregorio). Antonello Mura, capo del dipartimento legislativo del Ministero della Giustizia e procuratore presso la Corte d’Appello di Roma, è intervenuto durante l’evento.
Il documento in questione analizza l’impatto delle diverse scelte normative in Europa e negli Stati Uniti in settori come le tecnologie digitali, la transizione ecologica e l’intelligenza artificiale, sulle dinamiche politiche e istituzionali e sulla competizione tecnologica.
Mura ha dichiarato: “Nelle discussioni sull’intelligenza artificiale, ‘deregulation’ e ‘regulation’ vengono spesso contrapposte. In realtà, la questione principale è un’altra: quali regole sono realmente necessarie e come renderle efficaci senza ostacolare le opportunità della tecnologia”. Ha inoltre aggiunto: “Oltre ai timori più immediati (come contenuti falsi e manomissioni), l’intelligenza artificiale solleva questioni più profonde. L’intelligenza artificiale può influenzare i diritti fondamentali e la correttezza del processo decisionale, aumentando la disuguaglianza tra coloro che controllano gli strumenti e coloro che ne sono colpiti. Nelle situazioni più delicate, può anche avere un impatto diretto sulle garanzie del giusto processo”.
L’evento si è aperto con l’introduzione di Oreste Policino, Professore di Diritto Costituzionale e Regolazione dell’IA all’Università Bocconi. Sono intervenuti anche Giuseppe Abbamonte, Direttore Media Policy della Commissione Europea, Laura Arria, Membro del Consiglio dell’Autorità di Regolazione per le Telecomunicazioni (AGCOM), e Christian Bolognini, Senior Advisor di Philip Morris Italia.
“Regolamentazione selettiva e basata sul rischio: più severa laddove sono in gioco dati, discriminazione, sicurezza e controllo umano, e più flessibile attraverso la coregolamentazione, le migliori pratiche e test controllati in altri casi”, ha affermato Mura nelle sue conclusioni.
Mura ha sottolineato che in campo giudiziario, ciò significa ribadire la superiorità intangibile del processo decisionale umano e rafforzare l’evidenza che l’intelligenza artificiale ha avuto un ruolo e gli strumenti per valutare le decisioni. Ha aggiunto: “Dopo tutto, fiducia e innovazione non sono sostituti. La fiducia è un risultato, e anche le istituzioni sono costruite su regole chiare, verificabili e applicate”.
L’incontro è stato moderato da Melina De Caro, Segretario Generale della Fondazione Vittorio Occorcio.
“I vantaggi immateriali del processo decisionale umano”
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