A Viterbo, presso il Palazzo di Giustizia, sono state inaugurate due sale dedicate all’ascolto protetto di persone vulnerabili, come minori e vittime di violenza sessuale, il 3 dicembre 2025. L’obiettivo è offrire un ambiente accogliente e protetto per affrontare il momento della testimonianza in tribunale.
Il progetto “Benvenuti a Palazzo”, finanziato dal Ministero della Giustizia, prevede un ingresso riservato e separato per evitare ulteriore stress ai soggetti vulnerabili coinvolti in contenziosi, soprattutto penali. Il progetto è stato presentato dal vicedirettore generale del Cane Rosa, Patrizia Sinisi.
Alla presentazione sono intervenuti il presidente del Tribunale Francesco Oddi, il procuratore Mario Palazzi, Rosa Patrizia Sinisi, vicedirettore generale del Ministero della Giustizia, e il sindaco di Viterbo Chiara Frontini. Maria Rosalia Covelli, Presidente della Corte d’Appello di Napoli, ha concluso i lavori.
Il vicedirettore Cane Sinisi ha sottolineato il significato umano dell’iniziativa e l’importanza della formazione speciale per il personale addetto all’accoglienza.
Francesco Oddi ha evidenziato che le nuove camere offrono elevati standard di protezione, superando le precedenti precauzioni. Secondo il presidente della Corte, il progetto migliorerà il servizio giudiziario, soprattutto in ambiti procedurali sensibili.
Durante l’inaugurazione è stata siglata una convenzione tra Procura e Tribunale per la formazione del personale, con il supporto di psicologi, Carabinieri e Guardia di Finanza. L’obiettivo è aumentare la consapevolezza della dignità delle persone vulnerabili coinvolte nella giustizia e prevenire danni secondari.
Le aule e il percorso verso lo spazio di ascolto protetto sono stati decorati con disegni realizzati dagli studenti del Liceo Artistico Statale “Francesco Orioli” e con piante e fiori. La piantumazione è stata realizzata dall’Università della Tussia, con la partecipazione di un gruppo di detenuti.
La nuova sala è considerata un passo avanti nella protezione delle vittime e un esempio di collaborazione tra istituzioni, scuole, università e comunità per un sistema giudiziario più umano, rispettoso e inclusivo.
Patrizia Sinisi ha rappresentato il progetto.
Francesco Oddi ha parlato delle protezioni.
Maria Rosalia Covelli ha concluso i lavori.
La formazione del personale è considerata centrale.
Il progetto è finanziato dal Ministero della Giustizia.
Viterbo, un percorso di accoglienza per minori e persone vulnerabili
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