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Paul Sark: L'arte per risvegliare le coscienze e sublimare il dolore

... di: Corinne Vigo 08.03.2020 | 684 | Tempo di lettura 3'

Lo incontro in un bar del centro, in una bella giornata di sole, niente formalità, si chiacchera come due amici davanti a un caffè. Col sorriso semplice di chi si dona generosamente agli altri, comincia a parlarmi della sua vita, senza aspettare che sia io a rivolgergli le solite domande di rito. E’ Paul Sark, poeta, scrittore, pittore, musicista, attore… e molto altro. Racchiudere un artista all’interno di una definizione della lingua italiana è sempre un modo di ingabbiarlo, di limitarne il respiro.

Fin da ragazzo si appassiona alla musica afro-americana, è curioso, eclettico, il suo pensiero produce immagini che si rincorrono e giocano tra loro, anche mentre mi parla. Nel 1972 lascia la Sardegna, dove è nato e ha trascorso la sua giovinezza. Oggi torna a vivere qui, alla ricerca di una dimensione più umana rispetto a quella delle grandi città del nord Italia. Mi racconta della sua infanzia, la perdita della mamma quando aveva otto anni, un papà solo e impegnato che chiede alle religiose il conforto e la temporanea ospitalità per i suoi bambini, la porta dell’istituto che si chiude dietro le loro spalle e una sorellina di tre anni da consolare.

Due lacrime trattenute a stento sul ciglio, la voce che si rompe… non solo quella di Paul, anche la mia. Ma non siamo tipi che nascondono le emozioni dietro un paio di occhiali da sole. “Forse l’arte sublima il dolore, sai, l’artista vede il mondo da prospettive diverse che gli altri non vedono. Scrivo e produco le mie opere per risvegliare le coscienze rispetto al degrado del mondo e ai temi sociali: l’inquinamento, la violenza sulle donne, la povertà, le guerre, la condizione di alcune popolazioni, lo sfruttamento dei bambini, sono solo alcuni esempi. Vorrei lasciare di me un ricordo positivo e sapere che nel mio piccolo ho contribuito a rendere migliore il mondo”.

Ex insegnante, educatore e animatore, ha frequentato il liceo artistico, il liceo scientifico e la scuola magistrale, portando la sua arte anche presso le case di riposo, le scuole, le comunità. Anche la recitazione teatrale è stata strumento di condivisione e sensibilizzazione, oltre che diletto. Le sue opere sono state esposte in 450 mostre, da Milano a Madrid, da Saragozza a New York. Si tratta di dipinti, testi, libri oggetto, scatole poetiche contenenti sculture, oggetti, personaggi legati da una tematica particolare, quadri composti da materiali di riciclo.

La nostra conversazione si fa intrigante quando Paul mi confida di non sognare mai luoghi conosciuti, ma paesaggi fantastici. Io subito immagino scenari come Alice nel paese delle meraviglie, cerco di indagare, ma poi il tempo tiranno mi impone di concludere con l’ultima domanda: “chi sono le tue Muse?”

Senza esitazione mi risponde: “mia madre e moglie Loredana” poi aggiunge “per la verità devo molto anche a una professoressa del liceo che mi fece amare la filosofia e la letteratura. La considero una specie di iniziazione”.

Ci salutiamo dandoci un appuntamento Cagliari, in via Santa Margherita 6, nei locali dell’agenzia Onali, che ospita la mostra IMAGO, uno spazio che Paul Sark condivide con l’artista AMArini fino al 30 Marzo. Un appuntamento da non perdere!

 


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