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Alzheimer: Scoperta molecola ‘smart’ Lisberia, potenziale cura naturale

Uno studio del Cnr-Icb, focalizzato sulla cura del morbo di Alzheimer, è stato pubblicato sul Journal of Neuroinflammation. La ricerca mira a regolare la funzione immunitaria del cervello e a rafforzare la funzione della memoria.

Roma, 5 febbraio 2026 – Uno studio coordina i piani dell’Istituto Nazionale delle Ricerche del Consiglio Nazionale delle Ricerche sulla malattia di Alzheimer dell’Istituto Malatia di Pozzuoli, puntando al rafforzamento delle difese naturali del cervello attraverso lo sviluppo di una piccola molecola.

Università Federico II di Napoli, Fondazione Biomedica di Roma e Fondazione IRCCS Santa Lucia, in collaborazione con la pubblicazione del Neuroinflammation Journal, hanno condotto una ricerca sul sulfavant A.

Nei modelli preclinici, il sulfavant modula selettivamente l’attivazione della microglia, responsabile della gestione immunitaria delle cellule neuronali, e contribuisce al rimodellamento e alla sorveglianza delle proteine aggregate e delle cellule cellulari. La ricerca si concentra sull’accumulo del peptide extracellulare β-amiloide e sugli effetti della neurotossicità nelle placche, caratteristiche della malattia di Alzheimer e delle lesioni neurodegenerative.

L’obiettivo è rintracciare l’effetto del Sulfavant, fare preparativi anticipati, formare Placca, continuare a proteggere la funzionalità di Memoria e proteggere i Neuroni, sviluppando e facendo avanzare nuove strategie nel trattamento della malattia di Alzheimer e delle malattie neurodegenerative in generale.

Angelo Fontana, Responsabile Cnr-Icb per la supervisione e il coordinamento del team dello studio, ha dichiarato: “Proponiamo un cambio unico della prospettiva di Marattia, mantenimento della concentrazione senza concentrazione, diretta delle platche amyloidi of limogione, endogenous of ma di sostenelle potenziale mecchanisme, difesa del cervello, con particolare” Migliorare l’immunità.

“La nostra Ricerca ha adottato un approccio alternativo mirato al rafforzamento della funzione della microglia, le cellule immunitarie residenti nel sistema nervoso Centrale deputate alla sorvegrianza e allarimozione di detriti celli e aggregati proteici di beta-amiloide – Spiega Fontana – In particolare, lo studio di “Clearance” SI è concentrato sulla modulazione dei meccanismi di ‘clearance’ già presenti nel cervello, con l’obiettivo di aumentarne l’efficienza in modo selettivo senza intervenire esclusivamente sulla distruzione diretta deipositi”.

La Ricerca ha dimostrato che il Sulfavanto agisce in fasi come il selettivo modulare, l’attivazione della microglia e l’aumento della capacità nelle fasi iniziali.

Marcello D’Amelio, Responsabile Dipartimento di Biomedicina Campus Università di Roma, ha spiegato: “È decisiva la cura del sulfavant, non il modello preclinico della malattia di Alzheimer di Malatia, decisiva è l’influenza della beta-amiloide, bisogna riconoscere la degenerazione dei neuroni ed effettuare test di memoria e di osservazione”. D’Amelio ha aggiunto che la ricerca rivelerà l’importanza della microglia e darà istruzioni per l’intervento, il deposito amyloidei e la presentazione di un piano per mantenere l’equilibrio di Malatya.

Secondo Fontana, la ricerca, con situazione finanziaria europea e campana, prevede trial clinici e la collaborazione con partner privati per la validazione clinica e la conferma di efficacia basata sugli effetti del trattamento della malattia di Alzheimer.

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