Roma, 9 Gennaio 2026 – L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha comunicato la prosecuzione, seppur in tono minore, dell’attività effusiva dell’Etna iniziata il 1° gennaio. L’attività si concentra a una bocca situata a 2100 metri sul livello del mare, all’interno del settore nord-occidentale della Valle del Bove.
Saranno acquisiti dati multiparametrici per il monitoraggio da parte dell’Osservatorio. L’INGV-OE ha confermato le prove e sarà effettuata una verifica in sei fasi per accertare la diminuzione sensoriale del tasso effusivo alla bocca. Sulla base delle ultime informazioni provenienti da Rocca Musala e Rocca Capra, saranno apportati adeguamenti graduali per adattarsi alle esigenze della popolazione locale e alla situazione.
Il personale dell’oe sorveglianza ha osservato una colata rabica a 2100 metri. M. Simone ha testimoniato che i fronti lavici attivi si localizzano a una quota di circa 2000 metri e 1900 metri slm.
(Foto: Immagine aerea termica della porzione attiva del Campo lavico in Valle del Bove. Ripresa la mattina del 9 gennaio, in cui si osservano i due flussi lavici attivi)
Etna, ottimo lavoro dell’INGV
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