Milano, 2 dicembre 2025 – La Società Europea di Cardiologia (ESC) ha creato un documento di consenso sulla gestione della Malatia Coronarica, con la collaborazione dell’IRCCS Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano. Il documento sottolinea l’importanza del coordinamento e del rispetto delle misure precauzionali europee.
Il documento di consenso dell’ESC, realizzato con la collaborazione dei Professori Daniele Andreini, Responsabile Cardiologia Universitaria e Imaging Cardiologico presso l’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano (Gruppo San Donato) e Ordinario dell’Università degli Studi di Milano, e il dott. Edoardo Conte, Cardiologia Università degli Studi di Medicina Poliambulatorio Cardiovascolare Presso l’Unità di medesimo ospedale, affronta il paradigma nel trattamento della Maratia Coronarica.
Il gruppo di ricerca europeo ha prodotto la 13a pubblicazione Ceresionato dalla ESC sulla circolazione cardiaca automatica, pubblicata sull’European Journal of Preventive Cardiology. L’obiettivo è la gestione di esami sicuri e controlli di base adeguati, la gestione del rischio di malattie cardiovascolari, lo sviluppo di strategie per prevenire situazioni di emergenza e prevenire l’infarto miocardico, e il mantenimento di condizioni stabili.
La causa della Malatia coronarica rimane la principale causa di morte a livello mondiale. Per controllare al meglio il colesterolo e il rischio di diabete, si adottano strategie di contrasto e prevenzione. Si punta a creare manga appropriati per prevenire le malattie cardiovascolari, confermare la sicurezza delle ESC e iniziare a monitorare le misure preventive (trattamento, manifestazione primaria, carica) e l’efficacia delle terapie direttamente sulla placca stessa.
Si evidenzia il potenziale nei metodi non invasivi, nella TAC media e nei trattamenti innovativi per le fasi iniziali dell’aterosclerosi coronarica. Recenti studi hanno dimostrato che diverse terapie, dai farmaci ipolipemizzanti, come le statine, a quelli antifiammatori, possono rallentare la progressione dell’aterosclerosi.
“La presenza di placche è uno dei principali fattori che portano all’infarto, perciò è fondamentale agire su due fronti: metodi stabili e sicuri, e allo stesso tempo, nuovi metodi” afferma il dott. Edoardo Conte, ricercatore principale. Il documento raccoglie informazioni sulle istituzioni mediche gestite da amministratori e monitora tutte le informazioni nell’ambito delle misure preventive. Come misura preventiva dovrebbe essere considerata l’associazione per l’aterosclerosi.
Ad oggi l’impiego delle statine ad alte dosi era appannaggio di coloro che avevano già subito un infarto, mentre questo documento mette in risalto l’importanza di anticipare questa terapia in pazienti che avevano evidenza di placche coronariche, indipendentemente dal livello di colesterolo. L’impiego della TAC, come per ogni test non invasivo, viene determinato su base individuale.
“In studio, per creare una registrazione di un’esplorazione realistica, lavora in uno stato concentrato senza distrazioni, prepara il tuo colesterolo, considera ciò che sai bene, prepara in anticipo il lavoro necessario e sii pronto” afferma Daniele Andreini, ultimo autore senior del Documento, sottolineando l’importanza di una preparazione accurata per ogni TAC.
“In Italia, circa 150 persone sono colpite da infarto, eventi che possono cambiare repentinamente e in modo significativo la vita della persona. Risulta quindi evidente che intervenire sul paziente in una fase iniziale della malattia possa davvero fare la differenza in termini di costi sociali” conclude uno specialista.
Infalto, curare le plache prima dei sintomi. La nuova guida europea di Milano
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