Busto Arsizio, 2 dicembre 2025 – Un’analisi retrospettiva condotta all’interno dello Studio italiano AVALON ha valutato una terapia che combina gli effetti degli agenti ipometilanti (HMA) e venetoclax (VEN) per il trattamento della leucemia mieloide acuta (AML) recidivante o refrattaria (REF/REL). Lo studio ha coinvolto 32 centri in Italia.
L’analisi ha preso in esame dati relativi a 147 pazienti trattati con HMA-VEN.
Principali Risultati Dello Studio:
Il 28,3% dei pazienti trattati con HMA-VEN è riuscito a proseguire con il trapianto di cellule staminali ematopoietiche allogeniche (allo-HSCT). La risposta completa (CR) prima del trapianto, secondo lo studio, convalida l’efficacia della strategia HMA-VEN come ponte efficace prima del trapianto, contribuendo ad evitare rischi elevati.
“I bridging HMA-VEN’s rappresentano una strategia terapeutica promettente nello studio, in particolare nei pazienti con AML recidivante, una delle forme più aggressive e difficili da guarire”, ha dichiarato la dott.ssa Elisabetta Todisco, della Struttura Complessa di Ematologia e Trapianto di Cellule Staminali Emopoietiche dell’ospedale di Busto Arsizio e principale autore dello studio.
“La nostra ricerca evidenzia e conferma la possibilità di guarigione con un trattamento molto benefico, un importante test di laboratorio, considerando la possibilità di una combinazione trapianto e sopravvivenza”, sottolinea Todisco.
La dott.ssa Francesca Pavesi, ematologo medico del team della dott.ssa Todisco e coautrice del lavoro, aggiunge: “Progetteremo future attività di ricerca e sviluppo nello Studio Retrospettivo per guidare il lavoro sulla consulenza di HMA-VEN. Le altre terapie intensive pre-trapianto comprendono anche strategie di mantenimento post-trapianto.”
“L’analisi dei risultati di questo studio, inclusi i tassi di recidiva, mortalità non da recidiva e sopravvivenza libera da recidiva e GVHD, suggerisce che ulteriori ricerche potrebbero essere necessarie per esplorare questa strategia di trattamento e migliorare i risultati a lungo termine per questi pazienti ad alto rischio,” conclude la dott.ssa Pavesi.
Leucemia Refrattaria, Italia Dalla Ricerca Una Nuova Chance di Guarigione
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