Roma, 14 novembre 2025 – Circa un neonato su dieci nasce pretermine a livello globale, prima della 37° settimana di gestazione. In Italia, si stima che il rischio sia del 6%. La fragilità e l’immaturità organica dei neonati pretermine aumentano il rischio di malattie respiratorie, problemi metabolici e neurologici.
L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù segue oltre 500 neonati pretermine in un periodo di 10 anni, curando problematiche come il dolore cardiaco congenito e le anomalie, tramite un approccio interdisciplinare.
La ricerca, il sostegno professionale e l’assistenza medica sono ritenuti importanti per le famiglie dei neonati pretermine. In alcuni casi, la Terapia Intensiva Neonatale (TIN) permette ai familiari di assistere i neonati durante il periodo di immaturità.
Le infezioni durante la gravidanza possono causare malattie respiratorie, sindrome delle apnee, rischio di infezioni, complicanze neurologiche, retinopatia precoce o necrosi enterocolitica. Tra la 34° e la 36° settimana, viene effettuata una valutazione clinica per ipotermia, ipoglicemia, difficoltà alimentari, ittero, infezioni e rischio di incompleta maturazione cerebrale neuroevolutiva.
Le procedure includono la stabilizzazione cardiorespiratoria, la preparazione per la sicurezza materna e il follow-up.
La Terapia Intensiva Neonatale del Bambino Gesù, polo di riferimento regionale per la chirurgia e la cardiologia neonatale, garantisce l’integrazione tra neonatologia, terapia intensiva, chirurgia, cardiologia, neurochirurgia, fisioterapia, psichiatria e infermieri, assicurando un sostegno continuo anche a domicilio.
Un punto di riferimento è la Banca del Latte Umano Donato (BLUD) del Bambino Gesù, unica struttura nel Lazio, che fornisce latte materno ideale per i neonati prematuri e con particolari condizioni di salute.
Il latte donato viene utilizzato in casi di prematurità, post-intervento chirurgico, cardiopatie congenite, allergie gravi, insufficienza renale cronica e sindromi da malassorbimento.
La Banca del Latte Umano Donato del Bambino Gesù offre circa 800 litri di latte, grazie alle donazioni di circa 100 mamme, per la cura di circa 200 neonati, sia nella TIN dell’Ospedale Bambino Gesù che in altre Terapie Intensive Neonatali del Lazio.
Nella Terapia Intensiva Neonatale vengono forniti trattamenti, istruzioni su come accudire il bambino e cure regolari. Si promuovono cure materne come il *kangaroo care* e il massaggio neonatale, la regolazione del bambino e la risoluzione di problemi neurologici.
La Società Italiana di Neonatologia fornisce supporto per avviare la cura ottimale e sostenere il neonato in fase iniziale, considerando le cure mediche e igieniche.
I programmi di follow-up comprendono visite ogni 6 anni, valutazione cognitiva, controllo visivo e controllo delle competenze necessarie.
Il Bambino Gesù partecipa alla ricerca medica perinatale, con progetti centrati sul partecipante, sulla cura neonatale e sull’identificazione di nuovi approcci terapeutici. I programmi di follow-up multidisciplinari massimizzano i risultati della prevenzione e della valutazione.
“Continueremo i trattamenti standard, svilupperemo tecniche invasive, manterremo il follow-up”, afferma Andrea Dotta, Responsabile del Dipartimento Opera di Tilapia Intensiva Neonatale del Bambino Gesù.
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