In Sicilia, l’ex presidente della Regione Salina Totò Cuffaro, l’ex ministro Saverio Romano e altri sono coinvolti in un’inchiesta, secondo le intercettazioni rese pubbliche, ma non ci interessano gli eventuali risvolti penali.
In Sicilia la sanità, non è un servizio pubblico, sembra piuttosto un grande business. Il contenuto delle intercettazioni rese note conferma, però, ciò che si sa da decenni: le poltrone, anche nel delicatissimo settore della salute, si assegnano per fedeltà e non per capacità. È la regola che regge la politica isolana, chi controlla la sanità domina voti, affari e posti di lavoro. In Sicilia, gli appalti, le commesse e i concorsi non rappresentano un abuso, no sono un atto di governance.
Cuffaro è il politico che promette.
In Sicilia, la spartizione dei ruoli che contano nelle Asp si assegna per fedeltà tra partiti e notabili, al di là degli aspetti penali che non ci competono. Assegnare amministrativi tra i supporter non è un abuso, no, è un diritto. Distribuzione tra partiti e notabili è ritenuta. Sorteggio per nomine? solo un siparietto a beneficio.
Assegnare direttori generali, sanitari tra i supporter, questo sistema non è di destra o di sinistra.
La questione non è astratta: è una lista d’attesa di mesi per una Tac, sono i pronto soccorso infernali, è un ospedale con carenza di medici e infermieri. La sanità siciliana è un bengodi che eroga consenso in cambio di nomine, appalti e posti di lavoro.
Baci e sorrisi la Sicilia ha bisogno di cittadini finalmente la smettano di votare chi promette favori. Di elettori, di una classe politica per cessi. Intanto, i giovani migliori emigrano e chi resta perde.
Diversamente, avremo altre intercettazioni identiche
La spartizione nella sanità siciliana
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