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Editore: Cristian Mameli

MA NON SIETE STUFI? IO SÌ

Siamo circondati. Trump, Erdogan, Lukashenko, Putin, Salvini, Meloni, Sgarbi. Basta, non se ne può più! Approfittano dell´ignoranza della gente per alimentare malcontento e sparare stupidaggini.

... di: Vincenzo Di Dino 03.09.2020 | 258 | Tempo di lettura 4'

In una gara a chi la spara più grossa, c’è da credere che finirebbero tutti a pari merito o demerito. Personalmente non ne posso più. Qui si va oltre la propaganda. Qui si nega l’evidenza. Si soffia sul malcontento, ci si arrampica sugli specchi lisci, si prendono in giro i cittadini, approfittando della carenza di informazione (asimmetrica) o della ignoranza delle persone per lucrare posizioni di forza in qualunque latitudine del globo. In Italia i più grossi “cazzari” per usare un termine caro a Marco Travaglio ma che mi trova contrario perché il vocabolo mi sembra troppo simpatico e scherzoso, risultano ben posizionati due leader dell’opposizione: Giorgia Meloni e Matteo Salvini. La prima è stata recentemente annichilita da Marco Travaglio a proposito della sparata dei pieni poteri del governo. Qui si può vedere un breve video in proposito (Leggi). Matteo Salvini insiste sulla giustizia ad orologeria e voglio vedere come se la cava con l’ultimo arrestato: quel candidato alle regionali del suo partito invischiato nella prostituzione minorile, festini a luci rosse e cocaina a profusione. I due sono incalzati da Vittorio Sgarbi, recentemente avvistato in Sardegna, che tornato al comune dove gli hanno conferito l’incarico di sindaco (sarà assenteista anche lì?), ha minacciato un’ordinanza per multare i cittadini che si mettono la mascherina! Avete capito bene. Una multa a chi la usa, non a chi non la usa!

All’estero non va meglio, anzi. Con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali americane, Donald Trump sta dando fondo alle più grosse balle da far invidia al film “Balle spaziali”. Accusa Joe Biden di aver fomentato le folle che protestano contro l’uso della violenza della polizia, invece di prendersela con se stesso, che consente l’uso delle armi ai comuni cittadini e incoraggia la polizia a uccidere la gente di colore per strada. Vuole rendere gli USA insicuri in modo da imporre l’uso della forza militare in un paese che forse non è mai stato interamente democratico ma che per colpa del presidente Donald Trump rischia di precipitare in classifica. Dal dibattito repubblicano è sparito il coronavirus col carico di morti e contagiati causati dalla politica del presidente più pericoloso per la democrazia. Lo stesso Donald Trump vorrebbe boicottare il voto postale perché, a suo dire, favorirebbe i democratici. Siamo al delirio. Chiede di abolire il limite dei mandati presidenziali (Meloni, quelli sono pieni poteri!) che la Costituzione americana impone. Non si differenzia troppo da Aljaksandr Ryhoravic Lukashenko che da oltre cinque lustri governa (male) in Bielorussia e minaccia di ricorrere ai militari e ai russi per tenere testa ai milioni di cittadini che contestano il verdetto elettorale che lo vede all’83% (esagerato, non sa nemmeno imbrogliare). E Recep Tayyip Erdogan Ne vogliamo parlare? Sta facendo precipitare il Mediterraneo in una pericolosa escalation che potrebbe portare alla guerra. Gioca più partite. I profughi siriani, i migranti in Europa, l’appoggio militare in Libia, la scarsa democrazia nel paese (è morta anche l’avvocato Ebru Timtik dopo 238 giorni di sciopero della fame che protestava per un giusto processo), l’occupazione di Cipro, la ricerca di petrolio nel Mediterraneo orientale , il perseguimento di uno scontro con la Grecia rivendicando alcune isole nella piattaforma continentale greca, il tentativo di ricostituire l’impero ottomano a scapito di Europa e paesi mediorientali. Film già visto e che periodicamente torna prepotente affacciandosi nella Storia con la S maiuscola. E infine Vladimir Putin che ha la brutta abitudine di far fuori i suoi oppositori, nel senso di ucciderli o tentarci. L’ultimo della serie è Alexi Navalny che sarebbe stato avvelenato con con l’agente nervino Novichok di produzione sovietica e messo al bando da tempo. Insomma la situazione è grave, all’estero più che in Italia, anche se alcuni personaggi cercano di aggravarla anche da noi. Dopo la “prostatite” di Flavio Briatore, anche Silvio Berlusconi risulta contagiato. Si sprecano gli auguri di pronta guarigione. Non c’è stato niente da fare invece per Philippe Daverio che a soli 70 anni scompare per un tumore. Critico d’arte e giornalista con precedenti politici al Comune di Milano, Assessore alla Cultura della Giunta del leghista Formentini. Di cultura europea, passato alla storia per gli abbinamenti incredibili degli abiti con i suoi papillon, vezzo distintivo di una persona comunque intelligente.






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