L’istituto dell’adempimento collaborativo, o cooperative compliance, introdotto in Italia con il Dlgs n. 128/2015, mira a promuovere una cooperazione trasparente tra fisco e contribuenti. Nel 2025, 78 nuove imprese sono state ammesse al regime, portando il totale a 221.
L’adempimento collaborativo si rivolge alle imprese con un sistema strutturato di gestione e controllo del rischio fiscale. Prevede un dialogo costante per individuare e risolvere in anticipo i potenziali rischi, rafforzando la certezza del diritto e l’affidabilità del sistema tributario.
La soglia dimensionale per l’accesso è stata progressivamente ridotta. Dal 2026, include soggetti con un volume d’affari di almeno 500 milioni di euro, e da 100 milioni di euro dal 2028, ampliando la platea potenziale a oltre 11mila aziende a livello nazionale.
L’Agenzia delle Entrate ha promosso nel 2025 un roadshow per illustrare le regole e i vantaggi dell’istituto. 78 nuove imprese sono state ammesse al regime, tra cui realtà del settore finanziario, farmaceutico, automobilistico ed energetico. Le nuove ammissioni hanno ricevuto il via libera a seguito dell’approvazione del decreto correttivo Irpef Ires (Dlgs n. 192/2025, pubblicato nella G.U. del 19 dicembre 2025).
Queste imprese, che avevano presentato istanza nel 2024, potranno presentare la certificazione del rischio fiscale entro il 30 settembre 2026. Con le nuove ammissioni, il numero complessivo delle imprese in adempimento collaborativo sale a 221. Gli ingressi sono quadruplicati negli ultimi 3 anni: dalle 19 ammissioni del 2023, si è passati a 31 nel 2024 e a 78 nel 2025.
Fra gli aderenti alcune delle realtà economiche più importanti a livello nazionale: in totale rappresentano oltre 49 miliardi di euro di imponibile.
Ultimo aggiornamento: 09/01/2026
Agenzia delle Entrate, nel 2025 corsa delle imprese per accedere al regime di adempimento collaborativo
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