A Belém, in Brasile, è in corso fino al 21 novembre la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Crescono i dubbi sul raggiungimento di molti obiettivi. In Italia, la burocrazia rappresenta un ostacolo. Nima Oulomi, fondatore e Ceo di Tabo, startup italiana attiva nel settore green con i pannelli, afferma: «Procedure di installazione troppo lunghe. Senza sussidi il mercato è crollato».
L’Europa si trova in una situazione complessa per quanto riguarda le politiche ambientali, stretta tra gli Stati Uniti e la Cina. Bruxelles ha imposto obiettivi di sostenibilità ambiziosi, che si stanno rivelando difficili da raggiungere, mentre l’industria fatica e i produttori cinesi potrebbero invadere il mercato con veicoli elettrici a basso costo. A quasi quattro anni dall’inizio del conflitto russo-ucraino, la questione dell’indipendenza energetica rimane irrisolta. Sembra necessario un mix energetico, che includa sia fonti fossili che rinnovabili. Secondo Oulomi: «Come Paese non siamo pronti in nessun modo per aumentare la nostra indipendenza energetica».
Nima Oulomi, 27 anni, è il fondatore e Ceo di Tabo, startup italiana attiva nel settore del fotovoltaico che negli ultimi anni ha attivato circa 400 cantieri. La COP30, in corso a Belém, sembra concentrarsi più sulla finanza che sulle azioni concrete da intraprendere. Oulomi ha spiegato le due tipologie di pannelli fotovoltaici: «Ci sono due tipologie di pannelli fotovoltaici – ci ha spiegato Nima Oulomi – il primo è il fotovoltaico e il secondo è solare termico. In un caso genera energia e lo fa tramite la luce solare; nell’altro serve il caldo, ecco perché funziona tra maggio e settembre».
«È l’energia green entry level. Il 30% della potenza del fotovoltaico in Italia si posiziona in Veneto e Lombardia. E il 45% sta nel nord Italia. Al sud poi ci sono alcune regioni come Puglia, Sicilia e Lazio che trainano il meridione». La cultura del fotovoltaico residenziale è più diffusa nel nord Italia. Tuttavia, Oulomi solleva un interrogativo: «possiamo parlare davvero di indipendenza energetica se questi prodotti sono soprattutto made in China?».
«Assolutamente, siamo poco competitivi. Non abbiamo silicio in Europa, che è la parte essenziale di un pannello. E non abbiamo una catena di approvvigionamento. Una cosa che in pochi dicono è che l’80% del pannello è riciclabile, ma anche in questo settore i cinesi sono più forti: hanno gigafactory, processi di produzione rodati, e la materia prima». La rete europea non sempre è in grado di sopportare gli stress causati dalle alte temperature. In Spagna, quest’anno, un **blackout** ha interrotto i servizi per giorni.
«In Friuli Venezia Giulia in certe parti del territorio la tensione fa saltare l’impianto. Ma questo è un problema soprattutto per le industrie». Oulomi ha poi evidenziato il problema della burocrazia italiana e dei vincoli paesaggistici. «Ci son procedure di installazione troppo lunghe e poi occorrerebbe liberalizzarle. In tante zone vicino ai fiumi o nei centri storici ci sono vincoli paesaggistici. E intanto a Londra si installano ovunque».
L’Europa deve fare affidamento su un mix energetico per garantirsi stabilità. Dal mondo dell’impresa, si chiedono maggiore **buon senso**. «Penso agli obiettivi che ci pone l’Europa su fotovoltaico, riqualificazione edilizia, cambio caldaie: se non viene creato un piano di sovvenzioni non aumenteranno mai le nostre percentuali entro i termini».
Nel mercato del fotovoltaico si è registrato un calo dei prezzi, dovuto anche a ragioni normative. «Il quadro poco chiaro in Italia, soprattutto dopo il bonus 110%, ha comportato un aumento delle rimanenze in magazzino. I produttori in Cina avevano aumentato di molto la produzione, pensando ci sarebbe sempre stato un aumento del supporto pubblico all’acquisto. Intanto la domanda è calata: tolte le sovvenzioni, il fotovoltaico ha avuto un calo del 25% sul residenziale quest’anno».
COP30, il rompicapo dell’indipendenza energetica. «Italia fuori dai giochi, sul fotovoltaico guida la Cina e l’Europa perde competitività»
Ricevi le nostre ultime notizie da Google News
clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella.

