Alessandra Galli, classe 1995 e laureata alla Delft University of Technology nei Paesi Bassi, ha vinto il James Dyson Award nella sezione medtech con il suo dispositivo OnCue. La giuria internazionale l’ha selezionata tra oltre 2.100 candidature. Il dispositivo mira a supportare pazienti affetti da malattie neurologiche.
Alessandra Galli, product designer di Como residente in Olanda, ha ideato OnCue, un software che assiste i pazienti affetti da Parkinson attraverso suggerimenti visivi e sensoriali. Il progetto è stato premiato con il James Dyson Award in ambito medico.
Dopo la laurea alla Naba di Milano e un’esperienza di lavoro in Superstuff/The Fab Lab, Galli ha conseguito la magistrale alla Delft University of Technology nei Paesi Bassi. L’invenzione è nata dal suo progetto di tesi universitaria, sostenuto da un’associazione olandese che si occupa di assistere i malati di Parkinson.
Galli ha affermato che il premio le permetterà di avviare l’ultima fase di test e di implementare il dispositivo dotato di intelligenza artificiale.
Dopo la pandemia da Covid, Galli si è trasferita in Olanda per specializzarsi in Design Engineering. Ha sempre considerato l’Olanda un paese con molte opportunità accademiche e professionali.
L’idea di specializzarsi in software per i malati di Parkinson è nata dalla sua tesi di laurea, supportata da un’associazione olandese che ha finanziato il progetto. Si tratta di una tastiera “intelligente” che consente a chi è affetto da Parkinson di ridurre gli errori di digitazione e aiutare a gestire tremori e blocchi, sintomi comuni della malattia.
Galli ha espresso sorpresa per la vittoria del James Dyson Award su oltre 2100 candidature, pur riconoscendo il potenziale della sua innovazione. Il premio include un finanziamento di 36mila euro che sarà utilizzato per completare il prototipo, ampliare il team, ottenere consulenza e valutare gli aspetti etici in campo medico. La vittoria ha portato a diverse nuove connessioni.
La tastiera è abbinata a braccialetti per facilitare la digitazione. OnCue invia vibrazioni attraverso la tastiera e i braccialetti ogni volta che si preme un tasto, aiutando gli utenti a mantenere un ritmo costante e a percepire meglio i tasti. Se la pressione è prolungata, la vibrazione si intensifica gradualmente. Grazie all’intelligenza artificiale, OnCue prevede le lettere successive e le illumina sulla tastiera, fornendo suggerimenti visivi per prevenire errori ed esitazioni. Il design è studiato per ridurre l’affaticamento di mani e braccia, con tasti dai bordi rialzati e compatibilità wireless tramite bluetooth. Secondo Galli, l’innovazione complessiva ha convinto i giurati.
Galli sta lavorando all’apertura di una startup e ha avviato una ditta individuale con un team di 3 persone, partecipando a un validation program di YesDelft, un incubatore olandese. Considerata la variabilità dei sintomi del Parkinson, Galli sottolinea l’importanza di un prodotto customizzabile e modulare. Sta lavorando sulla personalizzazione della tastiera, dell’intensità delle vibrazioni (anche sui braccialetti) e del sistema di illuminazione per adattare il dispositivo all’intensità dei sintomi.
Galli auspica un futuro lancio sul mercato. Prevede che la tastiera possa essere utilizzata anche da persone con altre patologie neurologiche, come l’Alzheimer e la distonia. Ha ricevuto il patrocinio di associazioni di malati di Parkinson, come la Confederazione Parkinson Italia e l’Associazione Parkinsoniani di Treviso, collaborazioni utili per la fase di test. Dopo il completamento del prototipo funzionale, vorrebbe avviare un pilot con terapisti occupazionali, supportati da Parkinson Nederland e dalla confederazione Parkinson Italia, per testare le diverse funzionalità.
In merito al gender gap, Galli ha riferito di essere rimasta colpita dal consiglio di un’altra founder di trovare un co-founder uomo per la ricerca di fondi, a causa della percezione che le donne abbiano meno successo in questo ambito. Nonostante ciò, Galli ha fiducia e intende proseguire autonomamente.
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