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Mostre: Satira contro la violenza digitale

Il progetto editoriale “Codice Valore: voci contro la violenza digitale” è un’iniziativa focalizzata sul mese di novembre. L’obiettivo è analizzare il lato oscuro della rete e promuovere una cultura digitale più umana e responsabile attraverso interviste che offrono diversi punti di vista.

Il duo comico Le Mostre, composto da Marianna Folli ed Elisa Maria Bottiglieri, autrici e attrici con un seguito in crescita su Instagram e a teatro con lo spettacolo “Come sorelle” prodotto dal Teatro stabile di Bolzano, esplora gli aspetti grotteschi dei ruoli di genere, le disuguaglianze e le figure femminili che portano pesi di cui non sempre sono consapevoli.

Elisa Maria Bottiglieri, laureata in Critica del cinema, spiega che l’ispirazione per Le Mostre nasce dall’amore per il neorealismo e la commedia all’italiana, in particolare dal film “I mostri” di Dino Risi. L’idea era di creare un progetto video di ritratti femminili che raccontassero donne che cercano uno spazio, deformandosi nel tentativo di ottenerlo.

Marianna Folli descrive il progetto come un esperimento di satira sociale da un punto di vista femminile, che coinvolge le stesse autrici in chiave comica. La sua esperienza personale con la maternità ha contribuito a focalizzare l’attenzione sugli stereotipi, i miti e le aspettative sociali legati a questo tema.

Le Mostre combinano tematiche delicate come la violenza di genere con la leggerezza della risata, grazie alla loro sensibilità e al loro amore per il tragicomico. Marianna Folli afferma che per loro non c’è comicità che non passi attraverso il dramma.

Elisa Maria Bottiglieri aggiunge che la leggerezza nasce dall’empatia e dalla compassione, uno sguardo allenato che permette di capire in profondità, andando oltre la facciata.

Interrogati sul linguaggio dell’odio online, Marianna Folli sottolinea come infastidisca la reazione a donne che esprimono opinioni in modo convinto, spesso liquidate con espressioni ricorrenti e svilenti. Non si ammette ancora che una donna, fuori dagli spazi riconosciuti per lei come naturali, ovvero quelli privati, possa affermarsi senza pagare un prezzo.

Elisa Maria Bottiglieri evidenzia la tendenza a mettere le donne in competizione tra loro, fin dalla scuola elementare, invece di insegnare come migliorarsi.

Le Mostre concordano sul fatto che gli insulti online sono gli stessi che si trovano nella vita reale, ma arrivano più velocemente e a un pubblico più ampio, rendendoli più violenti. Elisa Maria Bottiglieri suggerisce di ignorare gli insulti e spegnere.

Elisa Maria Bottiglieri spiega che la capacità di osservazione è fondamentale per smascherare gli aspetti grotteschi del reale e stimolare il pensiero critico. Marianna Folli aggiunge che quando portano in scena gli stereotipi di genere, le persone li riconoscono e li osservano.

Secondo Elisa Maria Bottiglieri, la satira incide sui comportamenti reali attraverso la risata, che apre uno squarcio nella percezione e permette al pensiero critico di attivarsi.

Marianna Folli e Elisa Maria Bottiglieri affermano che l’entusiasmo del pubblico sui social media ha dato loro la carica per andare avanti. Marianna Folli sottolinea l’importanza del contatto diretto con le persone, che compensa molti degli aspetti negativi dei social. Molte donne scrivono in privato per condividere le loro esperienze.

Elisa Maria Bottiglieri osserva che il tema della maternità suscita forti reazioni e un desiderio di sorellanza. Sempre più uomini seguono il loro lavoro. Le Mostre ritengono che le persone riconoscano l’autorialità del loro lavoro e ne apprezzino il carattere innovativo, anche in un mezzo veloce come Instagram. Chi è venuto a cercarci, come lo stabile di Bolzano, ha riconosciuto il valore della nostra autorialità e del nostro mestiere.

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