La NASA ha deciso di riportare sulla Terra in anticipo l’equipaggio della missione Crew-11 dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) a causa di un problema di salute di uno dei membri. La decisione è stata presa dopo l’annullamento di una passeggiata spaziale prevista per l’8 gennaio.
Per la prima volta in un quarto di secolo, l’agenzia spaziale americana riporterà sulla Terra in anticipo gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Uno dei membri dell’equipaggio della missione Crew-11 ha accusato un problema di salute che non può essere risolto nello spazio.
La NASA ha definito la decisione come “l’evacuazione medica controllata“.
In precedenza, gli astronauti avevano sperimentato dolori ai denti o calcoli renali. Nel 2019, a un membro di una missione spaziale fu diagnosticato un coagulo di sangue nella giugulare, risolto con farmaci anticoagulanti prima del rientro a Terra.
La passeggiata spaziale prevista per l’8 gennaio, che avrebbe visto Mike Fincke e Zena Cardman lavorare all’esterno della Stazione Spaziale per preparare i sistemi di allaccio per i pannelli solari iRosa, è stata annullata. Di conseguenza, è stata ritenuta inevitabile la scelta “dell’evacuazione medica controllata” dell’equipaggio di quattro persone prima del rientro programmato.
L’agenzia mantiene il riserbo sul problema medico e sull’identità dell’astronauta per questioni di privacy. Il dottor James Polk, responsabile sanitario e medico della NASA, ha dichiarato che le condizioni dell’astronauta sono stabili ma richiedono visite e controlli da effettuare sulla Terra.
Problema di salute spaziale: scatta «l’evacuazione medica controllata». La NASA fa rientrare prima un astronauta (ma non rivela cos’ha)
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