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Cloudflare, Agcom, Piracy Shield: Multa nel mirino internazionale.

La multa di 14 milioni di euro inflitta a Cloudflare per presunta violazione della legge italiana sulla pirateria, pari al doppio del fatturato dell’azienda in Italia, sta suscitando un dibattito internazionale. La replica del fondatore e CEO della società di servizi web, che ha definito Agcom un “organismo quasi-giudiziario”, ha generato reazioni da parte delle istituzioni italiane e di altri soggetti coinvolti.

Il senatore della Lega, Claudio Borghi, ha espresso preoccupazione in un messaggio rivolto direttamente a Matthew Prince, CEO di Cloudflare, su X. Borghi ha sottolineato che la sanzione non è una decisione del governo, ma di un’autorità indipendente. Ha aggiunto che verificherà se vi siano stati fraintendimenti riguardo al ruolo di Cloudflare e ha assicurato che il caso sarà esaminato con imparzialità.

Borghi non ha specificato che la legge antipirateria e la piattaforma Piracy Shield portano la firma dei deputati Federico Mollicone (FDI) e Elena Maccanti (Lega).

Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura, Scienza e Ricerca della Camera, ha affermato che la sanzione a Cloudflare conferma l’efficacia della Legge 93/2023. Mollicone si è congratulato con il Presidente dell’Autorità Lasorella e il Commissario Capitanio per aver dato attuazione a una norma che considera uno strumento capace di produrre risultati sanzionatori concreti. Ha inoltre dichiarato che la legge quadro italiana in materia ha ottenuto il plauso dei rappresentanti dei grandi network americani.

Andrea Stroppa, portavoce in Italia di Elon Musk, ha criticato aspramente il Piracy Shield, definendolo un “obbrobrio giuridico” e ha riferito di contatti da San Francisco a seguito della notizia della multa. Ha espresso preoccupazione per le possibili ripercussioni sugli investimenti in Italia.

Mollicone ha risposto che nessuno festeggia per la multa, ma per il buon funzionamento della legge antipirateria. Ha aggiunto che sono arrivati numerosi encomi da Mpa Association, l’associazione di categoria che riunisce le grandi piattaforme audiovisive americane. Ha concluso auspicando che Cloudflare rispetti la legge e ha invitato ad avere più rispetto per il Parlamento e le sue leggi.

Va precisato che Cloudflare fornisce servizi di connettività come DNS pubblici e CDN. La Legge antipirateria è nata per contrastare la pirateria nel calcio e successivamente è stata ampliata all’audiovisivo.

La Lega Serie A ha definito Cloudflare l’unica grande azienda che rifiuta qualsiasi collaborazione con le autorità e le forze dell’ordine. Ha auspicato che il CEO di Cloudflare sia costretto a dimettersi.

Il presidente della Liga Spagnola, Tebas, ha dichiarato che combattere la pirateria non è censura, ma combattere l’attività criminale. Ha aggiunto che Cloudflare continua a ignorare le leggi favorendo coloro che commettono reati.

Fapav, la Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, ha evidenziato che la sanzione riguarda l’inottemperanza a un ordine di un’autorità indipendente e che le leggi italiane antipirateria sono in armonia con il diritto europeo.

Enzo Mazza, presidente di FIMI, ha fatto riferimento alla posizione del CEO di Cloudflare.

Cloudflare non offre alcun vantaggio tangibile per i pirati, ma i suoi servizi, spesso offerti gratuitamente, rappresentano una risorsa per mantenere l’anonimato. La CDN di Cloudflare permette di nascondere il server reale, rendendo più difficile sequestrare o oscurare la sorgente. Offre anche cache dei contenuti e permette il cambio rapido di dominio.

Cloudflare potrebbe fornire a Piracy Shield l’IP di origine per evitare che la piattaforma tocchi siti innocenti. Potrebbe trovare un modo per fornire a Piracy Shield l’IP di origine per evitare che la piattaforma, possa andare a toccare siti innocenti che stanno dietro la stessa CDN. Cloudflare già fornisce questi dati, (insieme a dati di account e log disponibili) ma solo su richieste di un tribunale e per casi speciali.

I blocchi attuati tramite nome di dominio possono essere aggirati usando DNS come quelli di Cloudflare o di Google. Google si è adeguata ai filtri di Piracy Shield con alcuni giorni di ritardo.

La disabilitazione di numerosi nomi di dominio e indirizzi IP viene presa come esempio dell’efficacia del provvedimento. Rimane da valutare l’impatto reale di tali misure, data la facilità con cui i contenuti illegali possono migrare verso nuovi indirizzi.

Si attendono ulteriori sviluppi sulla vicenda.

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