L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha reso noti i risultati di un’indagine conoscitiva, durata oltre un anno, sull’editoria scolastica, con particolare attenzione ai fattori che ostacolano l’uso dei libri digitali.
L’indagine ha rilevato che il 95% delle classi adotta libri di tipologia B, ovvero volumi cartacei con edizione digitale attivabile tramite codice monouso. Tuttavia, solo il 16% delle licenze digitali è stato attivato nell’anno scolastico 2023/24.
Tra i pochi utenti che attivano l’edizione digitale, un numero ancora minore la utilizza con costanza: nelle scuole secondarie si registra una media di 11 accessi all’anno, mentre nella primaria solo 4.
Lo scarso utilizzo è attribuito in parte al fatto che le edizioni digitali sono concepite prevalentemente per un uso domestico, a causa della carenza di dispositivi digitali nelle scuole e delle recenti circolari ministeriali che ne vietano l’uso in classe.
A differenza del libro cartaceo, di cui lo studente è proprietario, per il libro digitale viene concessa solo una licenza d’uso che pone limiti, soprattutto nel download e nella stampa dei contenuti, nonché nell’utilizzo a lungo termine, generalmente limitato a un certo numero di anni dall’attivazione.
Mentre il libro cartaceo può essere conservato, rivenduto e riutilizzato, ciò non vale per l’edizione digitale.
Il modello attuale non consente il trasferimento della versione digitale, poiché il codice di attivazione è monouso, il che comporta anche una riduzione del valore del bene.
L’utilizzo delle edizioni digitali è disincentivato anche dalla frammentazione delle piattaforme di accesso, con ogni editore che ne ha una propria (HubScuola di Mondadori, MyPlace di Sanoma, MyZanichelli e DBookEasy di Giunti), rendendo difficile l’utilizzo e il passaggio da un libro all’altro.
Alcuni tentativi di unificazione, come il progetto indipendente BSmart o Zaino Digitale, promosso dall’Associazione Italiana Editori, sono considerati poco fruibili.
Un’iniziativa diffusa tra gli editori è l’utilizzo di QR-Code sulle pagine dell’edizione cartacea per accedere ai contenuti digitali.
I principali editori di categoria si sono detti intenzionati ad adottare misure per mitigare le problematiche, come l’introduzione della possibilità di scaricare e stampare i contenuti digitali e il prolungamento della validità dell’edizione online.
Allo scadere della licenza, potrebbe essere offerta al consumatore la possibilità di riattivarla/prolungarla a un prezzo scontato.
Per migliorare la fruibilità delle edizioni digitali, l’Autorità ha incentivato gli editori a ottimizzare le proprie piattaforme e ha suggerito di utilizzare il Registro Elettronico per la distribuzione dei libri digitali.
Zanichelli aveva sostenuto la creazione di uno standard per l’interoperabilità, ma gli altri operatori non avevano mostrato interesse. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha istituito un tavolo tecnico per riaprire la questione.
Un’ulteriore soluzione sono le risorse educative aperte (OER) e le autoproduzioni scolastiche, diffuse grazie al progetto Book In Progress.
Nel corso dell’indagine sono emerse criticità anche sui volumi cartacei, che risultano essere ricchi di pagine rispetto a quelli di altri stati europei, aumentando il peso dello zaino degli studenti.
La spesa media delle famiglie è di 1250 euro all’anno per l’intero ciclo di scuole superiori e, nonostante siano presenti dei tetti di spesa massimi, questi non sono aggiornati da vari anni.
Un ulteriore problema è il continuo ricambio di edizioni e i criteri per stabilire quando un’edizione è da considerarsi “nuova”.
Il digitale potrebbe fungere da punto di incontro permettendo agli editori di modificare solamente esercizi e materiali integrativi fruibili online, mantenendo la stessa parte di teoria nel libro cartaceo.
Pochi studenti attivano i libri digitali e ancora meno li usano: l’AGCM mette in luce tutti i limiti del settore
Ricevi le nostre ultime notizie da Google News
clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella.

